gigi d'alessio
Musica
GIGI D’ALESSIO

«Io e il mio pianoforte per dire a Torino di… non mollare mai»

Due ore di musica non stop con una scaletta di 48 brani – «certo perché ho inserito ben cinque midley in italiano e in napoletano» – per una notte che Gigi D’Alessio e il suo pubblico aspettavano da tempo. E così, lunedì sera nella splendida cornice della Palazzina di Caccia di Stupinigi, il cantautore napoletano siederà al suo pianoforte per la tappa al Sonic Park del suo mini tour estivo, “Mani e voci”, in attesa di tornare in autunno alla normalità.

«Non molliamo mai. Abbiamo dimostrato di saperlo fare di sapere non mollare, dobbiamo continuare così, e cercare a tutti i costi di uscire per sempre da questa situazione», spiega D’Alessio che prima dell’arrivo sotto la Mole si è concesso a CronacaQui lasciando trapelare tutto il suo entusiasmo per la possibilità di suonare finalmente dal vivo. Basta streaming, basta dirette, la parola adesso passa ai suoi strumenti, quelli che fin da bambino ha imparato a suonare, in primis il piano, diplomandosi poi a pieni voti al Conservatorio di Napoli dove è diventato anche direttore d’orchestra.

Quindi Gigi, sarà uno spettacolo in pieno stile D’Alessio: da solo, al piano.
«E sarà bellissimo, la prima tappa, quella di Roma, è volata. Canto tantissimi brani, quasi 50, ma le assicuro che non c’è da annoiarsi. Il pubblico può anche chiedermi i brani che desidera, io sarò lì apposta per cantarli».

Quali sono i titoli più richiesti?
«Ovviamente i classici, “Non mollare mai”, “Non dirgli mai”, “Annarè”. Ci saranno anche sorprese come canzoni poche conosciute al grande pubblico. Ho la fortuna di avere tantissimi brani in repertorio, ci divertiremo».

E poi c’è la sua nuova veste, quella da rapper con “Buongiorno”, il suo disco di Diamante in featuring con le giovani star napoletane. Come si è avvicinato al rap?
«E’ avvenuto in maniera del tutto naturale, la musica è così, non si può gestire, arriva da sola».

L’11 luglio non aveva date, dove ha guardato la finale degli Europei?
«L’ho vista a casa con i miei figli, io sono tifosissimo e in Nazionale ci sono molti miei amici, Insigne, Donnarumma, Ciro Immobile, hanno cantato spesso i miei brani durante gli Europei. Questa vittoria è stata molto importante per l’Italia intera dopo anni di emozioni negative ci voleva proprio».

Il suo rapporto con Torino?
«E’ una città che mi ama molto, da sempre, il pubblico è molto caldo con me e ho tenuto concerti indimenticabili. Quindi, è un rapporto perfetto».

Le hanno mai chiesto di dirigere un’opera data la sua preparazione?
«No, a dire il vero no. Magari accadrà, o magari ne scriverò una tutta mia. Non mi piace programmare nulla, nel mio lavoro tutto deve venire naturale».

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