VINOVO

Intossicati nell’albergo: 18 giovani in ospedale

Brutta avventura per due squadre del Garino

Il Garino ha conquistato lo stesso il secondo posto

Sono stati decimati da un batterio che ha colpito 18 giocatori, ma hanno conquistato un secondo posto meritatissimo. Alla fine può festeggiare la Polisportiva Garino, partita giovedì scorso da Vinovo per disputare il Trofeo Adriatico di Rimini ma rimasta all’improvviso senza metà dei giocatori della rosa under 14 e dell’under 15, finiti al pronto soccorso poco dopo aver messo piede in terra di Romagna.

Le squadre erano partite giovedì in direzione dell’hotel Tyc di Torre Pedrera, che li avrebbe ospitati in vista del torneo. Una volta sul posto, verso le 21, giocatori, allenatori e alcuni genitori hanno consumato una cena a buffet. Il giorno dopo però, proprio durante la cerimonia di apertura del torneo, sette ragazzi hanno iniziato ad avvertire nausee e problemi intestinali. Un numero di casi limitato, per cui è stata chiamata solo la guardia medica. In serata, in albergo, la situazione è però peggiorata coinvolgendo altri giocatori e facendo temere un’intossicazione alimentare. Tanto da indurre la guardia medica a chiamare sia l’Asl che i carabinieri per effettuare i dovuti controlli. Nel frattempo, durante la notte di sabato, la situazione è peggiorata, coinvolgendo anche alcuni adulti. Viene così chiamato il 118 che con otto ambulanze fa la spola tra l’albergo e tre ospedali di zona, dove tutti vengono visitati. Il giorno dopo, domenica, dei 38 atleti partiti da Vinovo solo in pochi sono ancora in grado di giocare ma, dopo aver unito non senza difficoltà le due squadre, il Garino ci prova ugualmente. E si aggiudica il secondo posto.

Nel frattempo i ricoverati cominciano a lasciare i nosocomi, gli ultimi nella serata di domenica 21 aprile. Secondo quanto emerso dalle analisi di Asl e carabinieri, che hanno controllato le cucine e gli alimenti serviti dall’albergo sia i campioni prelevati dagli ammalati, a provocare l’intossicazione sarebbe stato un “norovirus”, che non si trasmette necessariamente tramite il cibo, ma anche attraverso il contatto o l’aria. In attesa di ulteriori analisi, all’hotel è stato comunque chiesto di sanificare gli ambienti e buttare il cibo rimasto.

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