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Spettacolo
«Sono un’attrice a tutto rock. Ma quanto mi manca Roma»

INTERVISTA. A tu per tu con Barbara Saba diventata un’interprete a Los Angeles

L’artista romana divide la sua vita professionale tra cinema e teatro

Classe 1976, Barbara Saba nasce a Roma, dove sin da piccola studia danza, canto e recitazione. Scoperta presto il suo amore per il palcoscenico, si divide tra televisione e teatro, recitando in fiction come “Amori criminali”, andata in onda su Raitre. Attualmente vive a Los Angeles, dov’è impegnata su due diversi set cinematografici.

Quando ha capito che avrebbe voluto fare l’attrice?

«Presto, prestissimo direi. Ho iniziato a studiare balletto a 3 anni. Il primo palco a 4. Era il mio ambiente naturale. A 13 sapevo che avrei fatto il Liceo Classico e che sarei diventata un’attrice. Sentivo di avere qualcosa da dare e da dire».

Qual è stato il ruolo più difficile da interpretare?

«Alda Merini. Ho interpretato una giovane Alda Merini ai tempi della guerra, prima che diventasse mondana e famosa per la sua poesia “Folle d’amore”. E’ stata tosta, tostissima ed un’esperienza incredibile».

E quello a cui è più affezionata?

«“Lei”, il corto prodotto dalla mia associazione “Femmine Esagerarte”, scritto da Maurizio Costanzo ed interpretato da me e Claudio greg Gregori. E’ stata la mia prima produzione cinematografica ed il mio primo adattamento. Il te- sto nasceva come corto teatrale».

C’è stato un incontro che le ha cambiato la vita in campo lavorativo?

«Ce n’è stato più di uno. Gli incontri, gli scontri e gli imprevisti cambiano il percorso della vita rendendola interessante. Per rispondere alla sua domanda, probabilmente Mario Monterosso, chitarrista della band B.B. & The Red Cats, di cui sono la cantante, è l’incontro che la vita me l’ha stravolta. Mi ha regalato la musica».

Lei vive a Los Angeles. Perché ha deciso di trasferirsi laggiù?

«Perché Los Angeles è la mecca del cinema e della musica, perché è una città durissima che porta a galla le magagne, le proprie prima di tutto. Insomma è una città che ti insegna a campare, pullula di grandi artisti e poi c’è il clima…».

Cosa le manca del suo Paese?

«Non mi manca così tanto il mio paese, mi manca Roma. L’odore di gelsomino e la pioggia d’agosto sull’asfalto rovente. Mi manca la luce di ottobre che sbatte sui ponti di Lungo Tevere e la birretta seduta sugli scalini di una fontana a Trastevere. Mi manca la bellezza, l’arrogante e spavalda bellezza di Roma. Mi manca la mia lingua. L’italiano è una lingua splendida, ricca e profonda. E’ la lingua dei miei pensieri»

C’è mai stato un momento in cui ha detto “Non ce la faccio più, mollo tutto”?

Spesso, spessissimo. Los Angeles non è una città facile. Costosa, dispersiva, egoista e mostruosamente competitiva. Ma se credi in te ed hai qualcosa da dire, qui si fermano e ti ascoltano. Tenacia, disciplina ed equilibrio sono necessarie per la sopravvivenza in una città di questo calibro».

E’ innamorata?

«Lo sono sempre da sempre».

Sta lavorando a qualche nuovo progetto?

«Sì, sto scrivendo il mio nuo- vo album. Per la prima volta scriverò testi è musica».

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