gigafactory
Cronaca
IL FATTO. Il ministro Giorgetti: «Confronto già iniziato»

Intel, sede a Mirafiori: «Niente soldi pubblici se non viene a Torino»

Al Mise primo confronto sul futuro industriale e produttivo: «Candideremo Torino oppure niente finanziamenti dall’Ue»

Per tentare di cauterizzare la ferita della Gigafactory di Stellantis, che brucia ancora a Torino, il ministro Giancarlo Giorgetti ha voluto rassicurare sull’ipotesi di far approdare in Italia la fabbrica di microchip a marca Intel al punto da porre quasi un “aut aut”. O l’investimento da 20 miliardi previsto in Europa dall’amministratore delegato Pat Gelsinger si materializzerà in Piemonte, meglio ancora, «negli spazi inutilizzati di Mirafiori», oppure, sarà braccio di ferro in Unione europea: perché il Governo non si esprimerà a favore del finanziamento per lo stabilimento che la multinazionale di Santa Clara è pronta a far approdare tra Germania, Francia e Italia, se una parte dello “spezzatino” non sarà destinato a Torino. La partita vede in campo anche un potenziale investimento di 8 miliardi parte dello Stato, oltre ai fondi comunitari per l’operazione. Così il titolare dello Sviluppo economico ha raffigurato quali potrebbero essere gli scenari che si apriranno nel confronto tra il Governo e Intel al governatore Alberto Cirio e alla sindaca Chiara Appendino, convocati in videoconferenza con gli assessori Andrea Tronzano e Alberto Sacco, alla presenza del sottosegretario Gilberto Pichetto e della vicepresidente del Senato, Anna Rossomando, per fare il punto sugli orizzonti industriali e produttivi del Piemonte.

«Mirafiori è il posto ideale»
«Mirafiori soddisfa tutti requisiti: non è l’unica candidata ma quella più qualificata» ha dichiarato, chiaro e tondo, Giorgetti aprendo l’incontro con Cirio e Appendino, per poi ricordare come lo Stato, solo una volta chiarite le condizioni con Intel, sarebbe pronto a fare la propria parte. «Ritengo che possa esserci il via libera dell’Italia all’investimento dello Stato per oltre 8 miliardi e che ci siano ragionevoli speranze su Torino, ma è bene non creare facili aspettative ed entusiasmi. Dobbiamo lavorare tutti insieme sul dossier» ha aggiunto il ministro, che nelle scorse settimane ha incontrato personalmente l’amministratore delegato Gelsinger. «Si tratta di un progetto con un impatto enorme per tutto il territorio e la sua economia. Ho pensato che abbiamo già un’area infrastrutturata per questa realizzazione, che è quella di Mirafiori nella parte non utilizzata. Secondo me soddisfa tutti i requisiti, non è l’unica candidata ma quella più qualificata». Chiaramente, cosa deciderà Intel «non lo sappiamo» ma vista l’entità dell’investimento «ritengo che si arriverà a una diffusa rete sul territorio europeo, in questa logica penso a due o tre realtà: una in Italia».

Condividi sui social:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo