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Cronaca
IL CASO

«Ingiunzioni e cartelle esattoriali sono nulle se non c’è il preavviso»

Una sentenza del giudice di Pace di Torino fa tremare gli enti che vantano crediti con i cittadini

Nulla, cancellata. Come se non fosse mai esistita. È questo, secondo un giudice di pace di Torino, il destino di una ingiunzione di pagamento (o di una cartella esattoriale), se l’ente creditore non provvede ad avvisare il debitore almeno 120 giorni prima di inviarla. Con conseguenze facili da immaginare, qualora il principio stabilito diventasse prevalente nella giurisprudenza. Innanzitutto per le casse dei Comuni, visto che la regola vale per la riscossione di qualsiasi tipo di debito, purché la somma complessiva sia inferiore ai mille euro, come accade per la maggior parte delle sanzioni per violazione al codice della strada. E sono proprio due multe della polizia municipale di Torino da 147,74 e 339,08 l’origine del caso giudiziario che ha visto contrapposti un cittadino assistito dall’avvocato Franco Catanzariti e il Comune con Soris. Con il primo che lamentava di non aver mai ricevuto la notifica dei verbali le cui sanzioni amministrative erano poi state poste in riscossione. Tra le altre cose l’avvocato Catanzariti ha sostenuto che le ingiunzioni e le cartelle di pagamento fossero illegittime perché né l’Ente creditore né la società di riscossione dallo stesso incaricata avessero mai inviato al suo assistito il preavviso previsto dalla legge 228 del 2012. Una tesi accolta dal giudice di pace, che il 7 luglio scorso ha dato ragione al legale, affermando che “deve comunque ritenersi la nullità dell’ingiunzione di pagamento (per somma inferiore a euro mille) emessa ex articolo 3 r.d. 639/2010 a seguito del mancato pagamento di sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada per il mancato invio della comunicazione prevista dall’articolo 1 comma 544 della legge 228 del 2012”. In pratica, spiega Catanzariti, «per effetto della summenzionata normativa, in tutti i casi di riscossione coattiva di debiti fino a mille euro non è consentito procedere all’avvio delle azioni cautelari ed esecutive (e quindi anche all’invio di cartelle esattoriali e/o ingiunzioni fiscali) prima del decorso di 120 giorni dall’invio di una comunicazione (che sovente non viene inoltrata) contenente il dettaglio delle iscrizioni a ruolo». E come spiega l’avvocato, «si tratta di una pronuncia molto importante, in conformità con altre recenti adottate dal Giudice di Pace di Milano e di Taranto, secondo cui il predetto obbligo sussiste per qualsiasi tipologia di debiti ed indipendentemente dalla circostanza che l’Ente impositore abbia scelto di procedere alla riscossione coattiva del credito vantato tramite cartella esattoriale o ingiunzione di pagamento». I Comuni e gli altri enti creditori sono avvisati.

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