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IL CASO

Indagine sui bandi per le mascherine. E le Rsa sotto la lente sono già trenta

Verifiche sulle gare pubbliche e gli affidamenti diretti dopo la presentazione di diversi esposti

C’è chi soffre e chi si frega le mani. I morti nelle Rsa per cui i pm hanno già aperto una trentina di fascicoli, quelli che per colpa del Covid hanno perso tutto e gli altri per cui l’emergenza (come ogni emergenza) rappresenta una miniera d’oro in cui tuffarsi e pescare a piene mani. Accade ogni volta che c’è un terremoto, figurarsi con un virus che ha capovolto il mondo intero. E se è normale che in nome della rapidità di azione si allarghino le maglie di quelle che fino al giorno prima erano state ferree norme, è altrettanto vero che non tutto possa essere concesso. Così, non deve stupire che dopo aver acceso i riflettori sulle stragi nelle Rsa, sui tamponi e sui dispositivi di protezione, la nostra Procura abbia deciso di occuparsi delle gare attraverso cui questi ultimi sono stati procurati. Gare pubbliche, ma anche affidamenti diretti che in una situazione come questa da eccezione sono diventati regola. Con qualcuno che ha sentito puzza di bruciato e si è rivolto alla magistratura affinché verifichi certi sospetti. Sono gli esposti, così come è stato per i fascicoli aperti sui morti delle Rsa, a mettere in moto i pm del pool Covid.

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