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IL CASO

Inchiesta sui vaccini non arrivati. Due gare d’appalto sotto la lente

I pm hanno fatto acquisire dalla Finanza documenti in Regione, Seremi e Scr

Due bandi nel mirino, e altrettante gare di appalto, per un risultato fallimentare: i vaccini richiesti non arrivarono – e non sono arrivati – per tutti. È il punto su cui ruota l’inchiesta, coordinata dall’aggiunto Enrica Gabetta e svolta dalla pm Fabiola D’Errico, relativa ai vaccini anti-influenzali mancanti – e finora molto attesi – in Piemonte. Se si fosse trattato di un accordo di vendita tra privati, e uno dei due contraenti non avesse ottemperato alla clausola, non si sarebbe finiti nel penale. Ma in questo caso c’è di mezzo una gara di pubblica fornitura – anzi, due gare – con le quali Scr, ente della Regione, la scorsa estate cercò acquirenti in grado di coprire il fabbisogno dei piemontesi, in un anno in cui senz’altro la domanda era ben più forte del 2019. La presenza del coronavirus infatti ha spinto tutte le regioni italiane ad ordinare dosi massicce di vaccino antinfluenzale e lo stesso governo ha esteso la fascia delle persone a rischio dai 65 ai 60 anni, aumentando quindi le necessità. A vincere l’ultimo bando in Piemonte era stata Sanofi, colosso che fornisce molte altre regioni italiane. La Guardia di finanza, in questi giorni ha acquisito – con vari blitz a Scr, in Regione e al Seremi – la documentazione relativa alle gare, tra cui quella del 15 luglio, da sei milioni e 316mila euro.

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