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Cronaca
IL FATTO

Incendiano il camper degli zingari: mamma eroica salva i suoi bambini

A fuoco un veicolo di nomadi alle Torri di corso Grosseto. I residenti: “Poteva essere una tragedia”

A salvare i suoi figli è stata la madre stessa, che stando alle testimonianze dei residenti di zona avrebbe visto un uomo appiccare l’incendio al camper dove vive tutta la famiglia. E così, quella che avrebbe potuto trasformarsi in una vera tragedia è stata “solo” una triste nottata, alle Torri di corso Grosseto. Il tutto a causa di un incendio di origine dolosa, appiccato ai danni di un veicolo che ospita una numerosa famiglia di nomadi. I fatti sono avvenuti alle 2 di notte. Le fiamme hanno fatto in breve tempo un sol boccone del veicolo, ma la prontezza della donna ha evitato il peggio. «In quel camper vivono tanti bambini, anche di 2 o 3 anni – raccontano gli abitanti – e menomale che la mamma li ha fatti uscire tutti. A noi non hanno dato mai fastidio. Chi è stato? Non lo sappiamo, non abbiamo visto il responsabile, era buio». Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme. Del camper, però, ieri mattina non rimaneva che la carcassa completamente carbonizzata.

Le indagini sono ora affidate al commissariato di polizia di zona. Gli agenti hanno già preso possesso di immagini registrate dalle telecamere del quartiere, ma sarà complicato risalire all’autore perché gli impianti di videosorveglianza sono lontani cento metri dal luogo dov’è avvenuto l’incendio. Che non è il primo a Torino, di questo tipo. Tre anni fa, a Mirafiori Sud, un camper dove abitavano sette nomadi, tre adulti e quattro bambini, era stato dato alle fiamme nel parcheggio di via Negarville, vicino alla parrocchia. La polizia, esclusa subito l’origine razziale, aveva avviato le indagini sui dissidi tra le famiglie nomadi del quartiere. Un episodio analogo era avvenuto in piazza d’Armi, nell’area camper, l’anno scorso a fine giugno. In quella circostanza, le roulotte incendiate erano due, date alle fiamme dopo un acceso diverbio tra i marocchini che occupavano il prato.

Tornando all’area di corso Grosseto, proprio a marzo di quest’anno la Cassazione ha confermato la condanna di quattro persone – con l’aggravante dell’odio razziale – per l’incendio del 2011 al campo rom della Continassa. Un gruppo di persone era entrato nel campo per devastare e incendiare casupole, baracche e roulotte, al termine di una fiaccolata. Al processo si erano costituiti come parte civile anche il Comune di Torino, una serie di associazioni e altri abitanti del campo nomadi.

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