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LA CERIMONIA

INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO. “Qualcuno non ha fatto il proprio dovere”

Il presidente reggente della Corte d’appello di Torino fa riferimento a due casi di processi per abusi sessuali caduti in prescrizione nel 2017

“Qualcuno non ha fatto il proprio dovere”. Così, in riferimento a due gravi casi di processi per abusi sessuali caduti in prescrizione a Torino nel 2017, Edoardo Barelli Innocenti, presidente reggente della Corte d’Appello del Piemonte, in occasione della cerimonia d’apertura dell’Anno giudiziario svoltasi questa mattina nel capoluogo piemontese. “Due episodi tristi, che non solo hanno colpito l’opinione pubblica, ma tutti i magistrati della corte”.

I DUE CASI CITATI.

Barelli Innocenti passa in rassegna i due episodi. Nel primo, erano trascorsi 20 anni dal momento dei fatti e, dunque, la Corte d’Appello prese atto della prescrizione. In udienza ai giudici non restò altro che scusarsi pubblicamente con il popolo italiano. Nel secondo, invece, racconta dell’incubo vissuto da una ragazza abusata sia dal padre che dagli educatori della comunità in cui fu portata. Anche in questo caso scattò la prescrizione perché erano passati 16 anni.

“IN GRAVE CRISI”.

Il presidente reggente si sofferma anche sul settore penale della Corte d’Appello di Torino, definita in “grave crisi da anni. Noi magistrati non dobbiamo nascondere le nostre responsabilità: qualcuno in passato non ha fatto fino in fondo il proprio dovere”.

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