(foto Depositphotos)
Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO

In principio stat Bosman

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp

Scusate se torno sul calcio, ma su tutti i media, social compresi, non si parla d’altro che di Superlega. Tutti insultano i 12 top club ingordi che l’hanno creata per guadagnare di più. I “puristi” vorrebbero che partisse e che i suoi membri venissero radiati dai campionati nazionali, per separare gli incontentabili dai San Franceschi. Non capiscono, i puristi, che dopo pochi anni i campionati “depurati” dagli ingordi vedrebbero emergere altri club altrettanto ingordi, pronti come i superleghisti a brigare, corrompere, rubarsi i migliori talenti a milionate. Come credete che aggiustino i bilanci, le società? Coi diritti Tv e le plusvalenze, per lo più fittizie. Ma siccome le fanno tutti, il problema non emerge. Dietro questo sistema c’è la nuova, avida classe dei procuratori. Sono loro che ricattano le società spingendo i loro protetti a pretendere ingaggi stellari e aumenti di paga a contratto in corso. Ma sono anche loro che restituiscono poi parte del pagato al pagante, accreditandoglielo in nero nei paradisi fiscali. Per quello il calcio resta un buon business per i presidenti, anche nelle serie minori. La deriva affaristica del calcio è nata con la sentenza Bosman del 1995. Se i giocatori avessero ancora il cartellino preBosmaniano e non i contratti, se le società proprietarie dei cartellini potessero ancora decidere quando e a chi venderli, avremmo ancora il tanto rimpianto “calcio di una volta”. I calciatori? Guadagnano in 20 anni così tanto da poter tranquillamente avere, in quegli anni, lo status di schiavi di lusso. Ma davanti a questa parola la sinistra mondiale insorge. E allora teniamoci il calcio drogato. Davanti al denaro la sinistra si ammansisce.

collino@cronacaqui.it

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo