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Cronaca
L’EMERGENZA

In Piemonte non piove da 104 giorni: «Campi a rischio desertificazione»

Senza precipitazioni nei prossimi dieci giorni a rischio le colture e la produzione agricola

Poco meno di due settimane senza piogge, poi, sarà un vero disastro dopo 104 giorni a secco. E nei prossimi dieci il meteo non prevede precipitazioni. Non bastassero le ferite lasciate all’economia dal Covid e lo spettro della guerra, che continua a far crescere il costo del gasolio, la siccità ora rappresenta un’emergenza per il comparto agricolo e zootecnico che già conta oltre 50 milioni di euro di danni in Piemonte. Solo in provincia di Torino, inoltre, si stima che potrebbero andare persi 280mila quintali di grano tenero, oltre a 1,3 milioni di quintali di mais che verrebbero a mancare nel caso in cui anche aprile fosse un mese senza precipitazioni. Nel frattempo, però, potrebbero andare in crisi anche gli allevamenti che pagano lo scotto della scarsità di foraggi d’importazione dall’Ucraina e vedono a rischio il primo taglio primaverile per i pascoli.

«TEMPESTA PERFETTA»
Quella che da Coldiretti definiscono «una tempesta perfetta» altro non è che il combinato disposto di questi fattori, a partire dal «minimo storico» degli invasi in montagna per la carenza di neve e i fiumi prosciugati. «Il grano seminato in autunno, fino a gennaio, ha seguito il ciclo normale ma se non arriva l’acqua entro una decina di giorni la produzione rischia di essere compromessa. Se le piante cominciano ad avvizzire sarà il punto di non ritorno» spiega Giancarlo Chiesa, segretario di Coldiretti di Chivasso e Caluso. In questo momento, infatti, sono in sofferenza la coltivazione dei cereali come grano orzo segale e avena, ma anche le colture foraggere. Altra questione dirimente è quella delle temperature notturne che, rimanendo basse come in inverno, hanno fermato la crescita dopo la gemmatura. Anche delle nocciole. «Lo scorso anno era stata seriamente compromessa la frutticoltura».

LA DESERTIFICAZIONE
Senza acqua e con i campi aridi, poi, potrebbe diventare impossibile la semina del mais. «I campi sono a rischio desertificazione: non ci sono le condizioni ideali per seminare, ad esempio, nei campi arati lo scorso autunno. Il terreno in questi casi è diventato secco, basta vedere quanta polvere si alza appena si prova a seminare» aggiunge Chiesa. «Negli ultimi anni l’agricoltura ha diminuito il consumo di acqua, con la cosiddetta “irrigazione a goccia” contro gli sprechi, ma non può essere usata per tutte le colture. Se non arriverà la pioggia anche il grano richiederà un’irrigazione di soccorso altrimenti potrebbe andare persa la produzione. Senza dimenticare che per farla servono mezzi a gasolio e se pensiamo che quello agricolo ha raggiunto il costo dell’industriale, il quadro generale diventa davvero complesso».

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