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Salute
SUSA

«In ospedale la radiologia è ko». L’Asl nega: «Problemi superati»

Polemiche per la rottura degli apparecchi nel pieno della stagione sciistica

«Cari sciatori, se per sfortuna foste vittima di un incidente sugli sci, non andate all’ospedale di Susa». Il perché, per Mario Caserta della Cisl Fp Torino Canavese è presto detto: le attrezzature radiologiche del nosocomio segusino sono rotte o obsolete.

L’appello del sindacalista arriva all’indomani della rottura del generatore di corrente che alimenta i due apparecchi della sala di radiologia dell’ospedale. «Il dispositivo, installato 20-30 anni fa, già da alcuni anni funzionava senza una delle due ventole di raffreddamento, poiché con la rottura il ricambio non era più disponibile – accusa Caserta -. Il 28 dicembre ha tirato l’ultimo respiro: una morte annunciata poiché sono anni che segnaliamo la scarsissima manutenzione delle attrezzature. Basti pensare che uno dei due apparecchi è rotto da 2 anni e in attesa di sostituzione, l’altro è stato rattoppato con pezzi che non consentono più lo spostamento automatico dei pazienti che potrebbero essere politraumatizzati».

Per sopperire alla mancanza, incalza la Cisl, l’ospedale si è dotato di un apparecchio portatile e di uno per la radiologia domiciliare, che sarebbero però meno precisi, mentre il personale è stato dotato di paratia di piombo portatile a protezione dalle radiazioni. «Siamo molto preoccupati per i rischi legati all’assistenza dei pazienti e per le condizioni di lavoro in cui il personale dovrà operare».

Critiche che la Direzione della Asl To3 respinge e bolla come «infondate». «Se ci fosse stata una situazione di criticità tale da compromettere i servizi sarebbe stata nostra cura informare subito il pubblico a tutela dei pazienti e degli operatori. In questi giorni si sono verificati problemi non straordinari per strutture che lavorano ad alto ritmo nel periodo turistico e l’ingegneria clinica è subito intervenuta. Uno degli apparecchi radiologici è in via di sostituzione con uno nuovo telecomandato finanziato con fondi Pnrr e per sopperire al problema sono stati utilizzati apparecchi portatili validati, che assicurano prestazioni assolutamente idonee. Nel caso di pazienti politraumatizzati si procede con Tac come da linee nazionali. Infine c’è un preciso sistema di protezione del personale contro le radiazioni e le paratie utilizzate sono omologate, idonee e monitorate periodicamente».

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