monveso di forzo
Cronaca
GRAN PARADISO

In mille per la Montagna Sacra che sia “vietata” agli uomini

Il progetto appoggiato da alpinisti, naturalisti, scrittori e artisti

Sono più di mille i firmatari di “Una Montagna Sacra per il Gran Paradiso”: alpinisti, escursionisti, naturalisti, giornalisti, scrittori, artisti, frequentatori rispettosi delle nostre valli che si sono ritrovati ieri al Museo della Montagna di Torino per presentare il progetto. Nato dall’idea di Toni Farina e Antonio Mingozzi per onorare i 100 anni del Parco nazionale Gran Paradiso, ha raccolto un ampio ventaglio di sostenitori, tra cui: il Club Alpino Italiano e l’Alpine Club di Londra, gli alpinisti Kurt Diemberger, Fausto De Stefani, Hervé Barmasse, Alessandro Gogna, Manolo, il climatologo Luca Mercalli, l’antropologo Duccio Canestrini e i giornalisti e scrittori Paolo Rumiz e Paolo Cognetti che più volte hanno raccontato questi luoghi. Il progetto vorrebbe istituire una “Montagna Sacra” nel Parco nazionale Gran Paradiso in occasione del centenario dell’area protetta (1922-2022). Una proposta culturale forte, messaggio di responsabilità, nuovo e dirompente, per la tutela della natura, di valore soprattutto simbolico. Una montagna dotata di una sacralità della natura intesa in senso ampio, non necessariamente religioso. Il progetto invita a riflettere sulla necessità di una “transizione culturale” per far fronte alle grandi sfide globali che l’umanità è oggi chiamata a risolvere e sul ruolo che in ciò possono avere le aree protette. Due concetti sono ritenuti centrali dai fautori dell’iniziativa. Il primo è quello dell’invasività umana che pervade ogni angolo del Pianeta e della necessità di lasciare spazio alla “alterità” (gli altri esseri viventi). Il secondo è quello di “limite di conquista”; in una società segnata da velocità, competizione e scellerata crescita di consumo di risorse naturali, accumulo di rifiuti e degrado degli ecosistemi. Il comitato promotore propone di individuare la vetta del Monveso di Forzo, cima piramidale di 3.322 metri, di grande bellezza e già di rado frequentata (sul confine tra i versanti piemontese e valdostano del Parco), come “Montagna Sacra” da cui escludere ogni presenza e frequentazione umana. Il comitato proponente si augura che il progetto possa essere fatto proprio dall’Ente Parco nazionale Gran Paradiso e che non diventi un luogo di divieti, perché un progetto culturale non può basarsi sull’imposizione ma più semplicemente come l’impegno a non salire sulla cima come una scelta suggerita, promossa e pubblicizzata al fine che venga rispettata da tutti.

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