(foto: Lapone)
Salute
COVID, FACCIAMO IL PUNTO

In Italia 400 morti al giorno: peggio di noi solo la Polonia

Il rapporto dell’Ispi boccia la campagna vaccinale: «Categorie sbagliate»

Con quasi 400 morti al giorno nell’ultimo mese l’Italia “conquista” il secondo posto tra i paesi europei con il maggior numero di decessi. Fa peggio solo la Polonia secondo i dati diffusi dall’Ispi, (l’Istituto per gli studi di politica internazionale), che sottolinea come le somministrazioni siano state probabilmente fatte «alle categorie sbagliate di persone». Dati alla mano, pare proprio che l’età sia il criterio che più conta nella lotta al virus attraverso i vaccini. Con 45 decessi settimanali per milione di abitanti, l’Italia è messa nettamente peggio rispetto alla Francia, che conta 32 decessi, il -29%; ma soprattutto appare in condizioni più critiche rispetto alla Germania (16 decessi, -64%) e al Regno Unito (11 decessi, – 6%).

Discorso a parte va fatto sulla velocità delle somministrazioni delle fiale. Al di là degli obiettivi annunciati dal generale Figliuolo, l’Italia tiene il passo dei vicini della Germania, finendo «le scorte di fiale in dieci, undici giorni al massimo – spiegano ancora dell’Ispi – e può trarre in inganno leggere cifre giornaliere perché dipendono anche da quante fiale sono rimaste in frigo. Queste comparazioni avranno magari senso fra un mese quando ci sarà un quantitativo più massiccio di vaccini per ogni Paese». In ogni caso, il problema sembra essere quello di aver vaccinato “male”, come emerge leggendo i dati sui decessi settimanali per milione di abitanti tra il primo marzo e il 7 aprile pubblicati dall’Ispi. «Mentre per il Regno Unito, dove in questi giorni sono iniziate le riaperture di negozi e locali pubblici – si legge nel report -, sembrerebbe piuttosto immediato attribuire questa riduzione alla rapida progressione della campagna vaccinale, in realtà per tutti i Paesi a contare molto sono ancora due fattori: le vaccinazioni, certo, ma anche le misure di contenimento adottate».

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