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LA RICERCA Alimentari e abbigliamento i settori più colpiti, tra le cause gli alti canoni di locazione

In dieci anni addio a 1.703 negozi: tiene il centro, strage in periferia

La fotografia della crisi a Torino: la media è di 14 serrande abbassate ogni mese

Una strage. Se si dovesse spalmarla nell’arco di dieci anni, tenendo unicamente conto della media aritmetica, significherebbe più di 176 serrande abbassate all’anno, 14 al mese, 3 alla settimana.

Sono i numeri che danno conto della chiusura dei negozi a Torino, un caso impressionante se paragonato all’andamento nazionale, già negativo, secondo lo studio che Confcommercio Imprese per l’Italia ha presentato ieri a Roma, sulla base di una ricerca condotta dal proprio ufficio studi che ha analizzato l’evoluzione delle strutture commerciali e turistiche nelle città italiane dal 2008 ad oggi.

«In particolare nei centri storici di 120 città medie e grandi, la riduzione dei negozi è stata del 10,9%» confermano da Confesercenti, secondo cui sarebbero spariti soprattutto negozi tradizionali, come quelli alimentari e dell’abbigliamento, con una crescita sul fronte opposto per gli esercizi legati alla tecnologia e le farmacie.

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