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Cronaca
LE VOCI Residenti terrorizzati dopo l’attacco ai calciatori

In collina furti e rapine: «Ora abbiamo paura, servono più controlli»

Giovedì sera l’episodio a casa di Vlahovic e Di Maria. È l’ultimo di una lunga serie nella zona di Borgo Po

In corso Picco si sente solo il motore delle rare auto di passaggio fra il centro di Torino e la collina. E nulla lascia pensare che, la sera prima, qualcuno si sia mosso nell’ombra. Pistola in pugno, pronti ad assaltare la villa dei calciatori della Juventus, Angel Di Maria e Dusan Vlahovic (mentre entrambi erano in casa). Ma è solo l’ultimo tentativo di una lunga serie di colpi nella zona di Borgo Po. Lo dicono anche i residenti, compresi quelli che hanno saputo dell’assalto e sono scesi subito in strada per vedere cosa stesse succedendo giovedì sera.

Ora la maggioranza degli intervistati ammette di essere terrorizzata: «Ho sentito le sirene e non mi sono stupita, ormai si può dire che capita quasi quotidianamente: prima l’assalto per rubare il Rolex, poi quella rapina su per la strada comunale di Pecetto. Neanche qui è la prima volta: ho visto spesso della gente che passava nel giardino con le torce». A sentire lei anche i banditi di giovedì sera sono passati dai giardini. E la signora vive nel palazzo dov’è stato trovato uno zaino abbandonato, probabilmente dagli stessi che hanno cercato di assaltare la villa dei calciatori: «Onestamente siamo preoccupati – continua Sara – Io torno sempre a casa da sola con tre bambini, effettivamente mi sento poco sicura. In casa ho l’allarme ma se i rapinatori ti aspettano davanti a casa, c’è poco da fare. E non puoi neanche prenderti una pistola, rischi soltanto di finire nei casini».

Ormai il timore è condiviso, anche da chi abita proprio di fronte alla villa dei calciatori. Come la famiglia per cui Ceraj fa il custode: «Naturalmente ora hanno paura. Ma è la prima votla che succede qualcosa qui sopra». Alla casa di Vlahovic e Di Maria, infatti, si accede da una stradina interna che s’inerpica da una curva lungo corso Picco. A due passi da dove vivevano Cristiano Ronaldo e altri ex calciatori bianconeri, come Aaron Ramsey e Rodrigo Bentancur: «Li vediamo tutti i giorni passare in auto – sorride Guido, che abita a due passi dal palazzo dell’assalto – Avevamo problemi con il campione portoghese: passavano di continuo pattuglie e ragazzini curiosi».

Gli fa eco Enrico, che abita in corso Picco da tutta la vita: «Con Ronaldo qui era tutto blindato, era proibito anche solo avvicinarsi a quella zona. Ora si può dire che siamo più tranquilli, in tutti i sensi. Una ventina di anni fa spaccavano i vetri delle macchine e rubavano dentro. Ma io ho subito l’ultimo furto 10 anni fa». Riprende Guido: «Siamo un’isola felice, abbiamo tutti telecamere e un servizio di vigilanza. Personalmente mi sono spaventato di più quando, giovedì sera, i poliziotti mi hanno detto di stare in casa perchè cercavano un “rapinatore pericoloso”». Aggiunge un altro anziano, che non vuole rivelare il suo nome: «Sono due o tre mesi che rubano, picchiano e sfasciano le macchine: è una roba drammatica».

In mezzo tra le due posizioni sta Deodato Scanderebech, ex parlamentare che abita accanto a Villa della Regina: «Non sentivo di episodi del genere da parecchio tempo. Ma adesso ce n’è stata una serie: ci va maggiore attenzione da parte delle forze dell’ordine. Sono già molto presenti ma è normale che noi ora siamo preoccupati. Anche perchè questa zona “attira”, vista la presenza dei calciatori». Lo dice anche Domenico, collaboratore scolastico al liceo Segrè di corso Picco: «Purtroppo è naturale che ladri e rapinatori colpiscano qui: c’è tanta gente benestante. E poi approfittano che intorno c’è tanto verde e possono muoversi più facilmente».

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