morti sul lavoro
Cronaca
IL CASO

«In 5 mesi già 13 morti sul lavoro: fuori norma il 60% dei cantieri»

Edili, operai e sindacati in piazza Castello: «Fermiamo questa strage silenziosa»

«Non vogliamo più morti, non vogliamo più dolore». Edili, operai e sindacati in piazza Castello per dire basta agli incidenti sul lavoro. Un problema che si è accentuato ulteriormente a causa della pandemia, con ribassi di gara esagerati e sempre meno controlli. Il numero dei morti da inizio anno del resto parla chiaro: «13 vittime in Piemonte di cui 6 in provincia di Torino. Bisogna fermare questa strage silenziosa» spiegano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil territoriali, Enrica Valfrè, Domenico Lo Bianco, Gianni Cortese che hanno incontrato il prefetto, Claudio Palomba per sottoporgli i sette punti della piattaforma elaborata sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro e per cercare di scongiurare altri incidenti mortali.

Soltanto il 12 maggio un operaio italiano è morto per una caduta mentre stava montando un tubo all’interno della palazzina Italgas di corso Regio Parco. A fine aprile il crollo di una parte di struttura nel cantiere Amazon ad Alessandria ha ucciso un altro lavoratore, e appena quindici giorni prima era morto un 39enne, caduto da una gru, nel polo logistico Lidl di Carmagnola. Nel documento presentato al prefetto pertanto i sindacati chiedono: «l’adozione di una “patente a punti” per escludere dagli appalti pubblici le imprese che non rispettano i parametri di sicurezza e premiare quelle virtuose; il rilancio dei controlli con assunzione immediata di nuovi ispettori e medici del lavoro; campagne di sensibilizzazione ad ogni livello, a partire dalle scuole; un patto nazionale con l’attivazione di una cabina di regia permanente presso la presidenza del Consiglio tra governo e parti sociali per sviluppare azioni condivise». A testimoniare la situazione che appare sempre più fuori controllo, ieri mattina erano presenti tanti “rlst” con il caschetto che hanno il compito di rappresentare i lavoratori in materia di sicurezza sul lavoro.

«Oltre il 60% dei cantieri a Torino non rispettano i parametri di sicurezza» spiega senza giri di parole Angelo Pellettieri, rlst Cisl Torino. Le cause di morte, raccontate dai lavoratori, riguardano le cadute dai ponteggi a causa della mancanza di reti e moschettoni non agganciati, frane durante gli scavi e tanti altri incidenti che si stanno verificando sempre più spesso. Il motivo? «Con la pandemia i controlli si sono ridotti e le tragedie sono all’ordine del giorno» sottolinea Serafino Navarra, rlst Uil Torino. A preoccupare sono le imprese più piccole che fanno più fatica a tirare avanti e spesso non investono in sicurezza. «Sono molto diffidenti – spiega Marco Ruscone, rlst Cgil Torino -, spesso gli incidenti avvengono di sabato perché il coordinatore non lavora». Ma teatri di tragedia sono anche attività artigianali, aziende e fabbriche. «Si pensa solo più al risparmio e si mette da parte la sicurezza dei lavoratori» evidenzia Marco Petrelli, operaio in un’azienda di gomma e plastica. «Rispetto agli anni scorsi – aggiunge Emanuele Arnone – si fa meno manutenzione anche sulle macchine».

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