(foto di repertorio depositphotos)
Il Borghese

Impunità e impudenza

Non so perché ma ho sempre avuto la convinzione che il camice bianco incutesse timore o almeno incarnasse una certa forma di autorevolezza, se non altro perché lasciava intendere che la persona in questione ne sapesse più di noi. E che il suo fosse un compito ingrato, con quel fardello di responsabilità che si portava dietro, solo in parte bilanciato da un potere che è innegabile. Oggi che cosa è accaduto? Dove è finito quel rispetto, che ne è stato dell’autorevolezza? Ci si sente anzi legittimati a urlare in faccia a un medico per via di un’attesa troppo lunga in pronto soccorso, c’è chi non si fa scrupoli neppure a mettere le mani addosso a un vigile urbano o a un poliziotto, per non parlare del ruolo della magistratura… Così come chiunque abbia accesso a un sito Internet si sente in dovere di correggere il professionista, si tratti di un idraulico o di un immunologo. L’accesso alle informazioni illude di acquisire il sapere, la pratica, la competenza. E il venire meno della giusta distanza fa sentire troppi in diritto di insultare, aggredire chiunque. Non si tratta più di dubitare, che è fondamento dell’intelligenza, ma di contestare per principio. Avete mai fatto caso a quanto sono aumentate le cause mediche? Ormai le si intenta per ogni cosa, dimenticando che esiste anche la fattispecie della “lite temeraria”, che in pratica punisce chi azzarda una causa senza fondamento. Ma d’altra parte questo i procacciatori di cause non lo dicono mai. E’ la mancanza di conseguenze che ci ha resi tutti così sfacciati? O è l’autorevolezza stessa che, al pari della cultura, è divenuta una colpa?

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