La deputata torinese Jessica Costanzo durante un suo intervento in Aula
Politica
L’INTERVISTA

Imprese senza liquidità, Costanzo: «La garanzia dello Stato non è sufficiente»

La deputata torinese ha portato all’attenzione del Parlamento i problemi delle pmi nell’ottenere credito bancario
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Le famiglie e le imprese sono sempre più in difficoltà, si trovano senza liquidità e i finanziamenti faticano ad arrivare. Un problema soprattutto per le piccole e medie imprese, che cercano prestiti dalle banche ma purtroppo non si rivela una cosa facile.

La deputata torinese Jessica Costanzo, del gruppo Misto, ha sollevato questo tema chiedendo l’intervento del Governo: «Questa settimana ho ritenuto opportuno portare nelle aule parlamentari alcune delle istanze maggiormente sentite dalla popolazione in questo momento di estrema difficoltà, e a cui purtroppo il Governo è fino ad ora risultato sordo. Per farlo ho deciso di riprendere le stesse richieste che l’aggregazione politico-sociale Liberetico aveva formulato direttamente alla Presidenza del Consiglio e al Ministero dell’Economia e delle Finanze».

Quali sono queste richieste?

«Innanzitutto la fornitura di garanzie alle imprese fornitrici della Pubblica amministrazione pari al 100% del credito vantato, da poter far valere presso le banche, con tutti gli interessi a carico dello Stato; dall’altra si chiedeva un intervento in difesa rispetto alle nuove regole bancarie europee sui correntisti in rosso, che rischieranno di essere segnalati come “cattivi pagatori”. Infine la richiesta di intervento diretto dello Stato per il pagamento delle utenze e delle bollette alle famiglie a medio e basso reddito unita al divieto per le aziende fornitrici di interrompere l’erogazione di luce, gas e acqua fino al permanere dello stato di emergenza sanitaria. Per tutte queste proposte non abbiamo fatto altro che chiedere conto al Governo, che finora non si era espresso».

E cosa vi ha risposto il Governo?

«Devo dire che la risposta fornita dalla sottosegretaria Guerra è stata piuttosto sconfortante, dicendo che è allo studio la possibilità di estendere la garanzia gratuita al 100% per i finanziamenti fino a 30mila euro alle Pmi, introdotta dal Decreto Liquidità e in scadenza il 31 dicembre 2021. Questo meccanismo, di cui di recente sono stati forniti i primi dati incoraggianti (il Medio Credito Centrale ha calcolato che dal 19 marzo 2020 al 10 aprile 2021, su circa 1,87 milioni di domande presentate, ne sono state accolte 1,86 milioni, per un ammontare di 147,7 miliardi) si inceppa però alla fonte e cioè quando le Pmi formulano le domande di accesso al credito alle singole banche».

Però si tratta di problemi reali che le imprese segnalano?

«Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni da parte di imprese che denunciano come spesso gli istituti di credito, arbitrariamente, non mandino neppure la richiesta di istruttoria al Medio Credito, affinché venga valutata. Questo è il vero problema, perché non abbiamo numeri certi su quante domande vengano bloccate alla fonte dalle banche. Lo stesso discorso vale anche per richieste di finanziamenti da parte di realtà imprenditoriali che a loro volta sono fornitrici della PA e che sono in ristrettezze finanziarie per via dei mancati pagamenti pubblici. Su questo, però, come sulla sospensione delle bollette e sulla cancellazione dalle banche dati dei “cattivi pagatori” per categorie con determinati livelli reddituali, il Governo ha fatto scena muta. Il che, devo ammettere, non lascia presagire nulla di buono».

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