Campagnola
Cronaca
IL FATTO

Imprenditore piemontese ammazzato in Brasile da un ex poliziotto al bar [VIDEO]

L’appello della sorella: «Vogliamo che sia fatta giustizia». In un video tutte le drammatiche immagini dell’omicidio

Aveva lasciato il Piemonte per trovare fortuna e amore in Brasile. È stato ucciso mentre era a terra, inerme, da un ex poliziotto per una lite per il posizionamento di un carretto di dolci.

Casale Monferrato piange la perdita di Fabio Campagnola, imprenditore di 52 anni, ucciso martedì a Marechal Deodoro, località turistica nello Stato dell’Alagoas in Brasile. Campagnola era padre di due figli: uno adulto, che non vivrebbe in Brasile, e uno di 7 anni, avuto dalla relazione con una brasiliana. A Casale aveva lavorato come operaio e in un negozio ed era conosciuto anche per il suo passato da calciatore dilettante. Poi la grande avventura in Sud America: dal 2013 era proprietario della gelateria “Il Meneghino”, a Marechal Deodoro, ed era anche socio da 3 anni di un altro locale a Ponta VerdeLa sua felicità è stata stroncata l’altro giorno da José Pereira da Costa, 59 anni, un ufficiale di polizia militare in pensione che, con la moglie, gestisce un B&B proprio sopra la gelateria di Campagnolo. All’origine dell’omicidio, secondo quanto ricostruito dalla polizia brasiliana, ci sarebbe stata una lite tra l’italiano e la moglie di Da Costa, che non avrebbe ottenuto da lui il permesso di sistemare un carretto per la vendita dei churros nel dehors della gelateria. Tutta la scena è stata ripresa da alcune telecamere di videosorveglianza e il video, che è stato diffuso dalla polizia locale, mostra chiaramente le prime fasi della lite tra i due uomini. A un certo punto Da Costa sembra sputare in faccia a Campagnolo e la discussione a quel punto degenera: il brasiliano lancia delle sedie, poi i due escono dall’inquadratura e quando vi rientrano Da Costa ha già la pistola in mano. Campagnolo non scappa ma lo aggredisce con calci e pugni, forse nel tentativo di disarmarlo. Poi, il drammatico epilogo: Da Costa spara una prima volta, colpendo Campagnolo a una gamba mentre tenta di fuggire. L’italiano cade a terra nel dehors, è inerme, ma il brasiliano lo raggiunge e con estrema freddezza, da un metro di distanza, spara il secondo colpo. Una esecuzione, compiuta – particolare che lascia a bocca aperta – sotto gli occhi di un cliente della gelateria che resta seduto al tavolino a bere la propria bibita come se niente fosse.

Il tutto si è svolto, come mostrano le telecamere, in due minuti. Poi il killer è scappato ed è ancora in fuga. In manette è finita sua moglie, accusata di averlo incitato a sparare. E mentre in Brasile continuano le ricerche dell’assassino, a Casale la famiglia piange l’imprenditore: «Vogliamo sia fatta giustizia. Che non dimentichino che hanno ammazzato mio fratello. Se lo merita – è l’appello, tra le lacrime, di Cinzia, sorella di Fabio Campagnola -. Le tensioni sul carretto per vendere i churros c’erano già da lunedì: soprattutto la moglie continuava a discutere. L’ex poliziotto voleva uccidere e lo ha fatto a sangue freddo e a distanza ravvicinata». Cinzia poi parla del suo sfortunato fratello: «Ci sentivamo almeno tre volte la settimana in videochiamata, anche via whatsapp – spiega -. L’ultima, con l’altro mio fratello, il 31 dicembre per farci gli auguri di buon 2023». A Castagnola, il Brasile piaceva da sempre. «Ci era andato in vacanza una volta, poi era ritornato. A un certo punto, nonostante il lavoro in un negozio di abbigliamento per le organizzazioni di soccorso, ci ha confidato: “Io sto bene là, vorrei aprire una gelateria, un bar, qualcosa”». Un sogno diventato prima una bella realtà e poi un terribile incubo.

IL VIDEO (Attenzione: le immagini che seguono potrebbero urtare la vostra sensibilità)

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