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Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Imparate ad ascoltare

Nella piazza piena ci sono anche loro, gli operai dell’Embraco. Loro sono qui da giorni, in un presidio praticamente permanente, che fa vergognare quando vi passa davanti l’arcivescovo Nosiglia e in compenso comincia ad attirare i candidati di questa lunga campagna elettorale per la poltrona di sindaco. La loro vicenda è un esempio lampante: se arriva un imprenditore, accompagnato da tante chiacchiere, molte slide colorate, magari qualche fidejussione o qualche promessa, anche un’automobile senza motore o due biciclette elettriche comprate in Cina e riverniciate, riesce a ottenere sostegni, finanziamenti, applausi della politica – ministri o vicepremier compresi – e via discorrendo. Mai nessuno che vada a scavare un poco più a fondo. Se invece un operaio, un lavoratore che si ritrovi senza impiego avesse mai l’idea di mettersi in proprio, creare una start up, ideare qualcosa che prima non c’era, dovrebbe dimostrare di avere abbastanza soldi per potersi meritare un finanziamento, dovrebbe impegnare ciò che possiede e inguaiare due o tre generazioni della sua famiglia tra ascendenti e discendenti. La politica, sempre tanto pronta ad ascoltare solo i venditori di fumo, e a tacere di fronte ai grandi padroni del vapore che dettano le condizioni, stavolta provi ad ascoltare le voci che arrivano dalla piazza, le storie dei lavoratori sul palco, le difficoltà di infermieri eroi non tanto per come hanno affrontato il Covid quanto per come sopportano l’umiliazione di pochi euro l’ora; operai Stellantis che sperano nella Gigafactory; lavoratori della logistica nella trappola di contratti al limite dello sfruttamento. «Bomba sociale» è lo spettro più evocato. Forse è più importante meditare su queste parole che non sui vaneggiamenti di un ex comico che rivuole il potere o di qualche imbonitore con bandierina in testa.

andrea.monticone@cronacaqui.it

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