Cesare Battisti
Il Borghese

Imparate a distinguere

Sono rari gli scrittori di noir che hanno visto in vita loro un morto ammazzato o un vero criminale: meglio la fantasia. Anche quando è abbastanza distorta da trasformare un assassino in romanziere.
 
Come è capitato alla scrittrice francese Fred Vargas, quando ha preso le parti di Cesare Battisti, l’ha aiutato a fuggire, gli ha dato dei soldi e via dicendo. Dimostrando che tra tanti titoli banali l’ex Pac latitante e scrittore in Francia ha saputo raccontare bene un’unica storia: quella del sovversivo in fuga da un Paese che pareva il Cile di Pinochet.
 
E ha ingannato fior di intellettuali, grandi personalità politiche, mogli di presidenti dalla mediocre carriera artistica, importanti editori. Anche Alberto Torregiani ha scritto un libro, si intitola “Ero in guerra e non lo sapevo”. Ha avuto molta meno eco, di certo meno persone l’hanno comprato e il povero Torregiani non ha certo avuto gloria letteraria.
 
Forse perché ha scritto una storia vera, di quelle che mordono le carni quasi quanto la pallottola che da anni lo tiene inchiodato su una sedia a rotelle. E la verità, normalmente, non interessa a nessuno.
 
Tanto che il carnefice, tempo fa, ha potuto anche sbertucciare la sua vittima, dicendo che la sua unica paura era «perdere la pensione di invalidità». Cari intellettuali, per distinguere un criminale è sufficiente saper riconoscere le vittime.
 
Twitter @AMonticone

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