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L’INCHIESTA

Immuni, Torino resta scettica. Solo 1 su 8 ha scaricato l’app

C’è chi non ha lo smartphone e chi vuole ancora documentarsi

Come funziona? Dove la scarico? Ma siamo sicuri che sarò ancora un uomo libero? L’applicazione per il tracciamento dei contagi da Covid-19, Immuni, è finalmente attiva ma a Torino sono in molti a interrogarsi sul suo utilizzo. Dal Mirafiori a Barriera prevale lo scetticismo. Tanto da far pensare che abbia suscitato davvero poco appeal l’applicazione del governo nei vari quartieri cittadini. In periferia, molta gente non è neppure a conoscenza dell’applicativo e chi ne ha sentito parlare ha deciso di non scaricare. C’è chi la definisce: «inutile», chi la vede come: «una privazione della libertà individuale» e chi non ha dimestichezza con la tecnologia, soprattutto le persone di una certa età.

Come Domenico Gallarato, pensionato di Barriera di Milano: «Anche volendo non posso scaricarla perché non ho uno smartphone e poi non saprei usarla». Beatrice Ricco taglia corto: «Non so proprio che cosa sia, alla tv non ne ho sentito parlare». Rosa Zurlo invece vede Immuni come una perdita di tempo e un tentativo di controllo da parte delle istituzioni.

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