dante 3d
Cronaca
LA SCOPERTA

Il vero volto di Dante Alighieri ricostruito con la tecnica 3D

Dopo anni di ricerche dell’antropologa forense torinese Chantal Milani

Nella notte fra il 13 e il 14 Settembre 1321 Dante Alighieri morì. I suoi resti furono scoperti a Ravenna solo nel 1865 e da allora sono stati in molti a provare a raffigurare le sembianze del volto del celebre poeta. Oggi, grazie al lavoro dell’antropologa e odontologa forense Chantal Milani, anche Dante ha un viso in 3D. Un aspetto tridimensionale, con muscoli e cute innestati su una copia del cranio, rispettando apposite tabelle e misure scelte sulla base del profilo antropologico dello scheletro studiato.

Il volto di Dante è stato presentato ieri a Ravenna, durante il Convegno internazionale dantesco, proprio nei giorni dell’anniversario del settimo centenario della morte. Espressione, lineamenti e colori di Dante sono stati svelati al pubblico su una piattaforma digitale. È la prima volta che qualcuno raffigura in 3D virtuale, in maniera realistica, il letterato. «Ed è la prima volta -dichiara Chantal Milani – in cui la mandibola viene ricostruita con metodi matematici. In precedenza erano state modellate mandibole in maniera empirica ma non scientifica. Non si può mai parlare, nel nostro lavoro, di vero volto o di fotografie di individui, ma siamo in presenza, riguardo a Dante, di un volto compatibile con il su cranio».

«Nel 1921 gli anatomisti Frassetto e Sergi – racconta Giorgio Gruppioni, già professore di Antropologia presso l’Università di Bologna – compirono alcuni studi e misurazioni sulle ossa di Dante. Fu l’ultima ricognizione dei resti. Di nascosto eseguirono anche alcuni calchi che furono utilizzati per studi successivi e sono stati il nostro punto di partenza».

«Nell’impossibilità di accedere nuovamente ai resti umani – aggiunge Milani, che è anche ex ufficiale del Ris di Roma – quei calchi sono stati alla base degli studi recenti e grazie ad una scansione con laser 3D è stato possibile creare una copia virtuale. È stato necessario prima ricostruire la mandibola andata perduta e poi, a partire dalla copia virtuale di quei calchi, è stato ricostruito il volto con le tecniche scientifiche della cosiddetta ricostruzione facciale forense». Non è la prima volta in cui la torinese Chantal Milani, consulente di varie procure italiane, si cimenta in ricostruzioni storiche. «Quando mi capitano lavori in ambito storico-archeologico- racconta – per me è sempre un piacevole diversivo. Ho lavorato su diversi Santi, su Angelo Poliziano e Cleopatra in collaborazione con Arsenale 23 e Alberto Angela».

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