( foto di repertorio depositphotos)
Cronaca
IL MISTERO

Il triangolo in casa finisce nel sangue: tenta di sgozzare il marito dell’amica

L’uomo aggredito non è morto perché ha visto l’immagine dell’altro riflessa sul monitor

Ha evitato la morte perché, mentre stava scrivendo al pc, ha visto sullo schermo l’immagine riflessa del suo aggressore, che, col coltello in mano, voleva sgozzarlo. Riuscendo a scorgere l’uomo dal video, la vittima è riuscita a tirargli una gomitata e a salvarsi. Era stata trasportata in ospedale con il collo sanguinante, provocato da un taglio all’altezza della giugulare. La prognosi era di sessanta giorni.

Si è chiuso ieri, con la condanna a tre anni e un mese di reclusione per tentato omicidio, il processo (che si è svolto con rito abbreviato) a carico di un uomo italiano, laureato, di 55 anni, detenuto al carcere Lorusso e Cutugno dall’epoca del delitto, avvenuto il 7 maggio scorso. Il gup Giacomo Marson ha stabilito il pagamento di cinquemila euro di provvisionale.

Si conclude così un caso ancora avvolto dal mistero, per quanto riguarda l’origine del movente. La vittima è un sessantenne italiano, sposato con una donna che in passato aveva avuto una frequentazione con l’imputato e che il giorno del delitto si trovava in ospedale per un problema al cuore. In casa della coppia, che da alcuni mesi ospitava l’imputato, c’erano soltanto il marito della donna e l’amico della moglie. Durante il procedimento la pm Francesca Traverso, che ha svolto l’indagine riuscendo a ricostruire la dinamica non semplice del tentato omicidio, ha sottolineato il «rapporto particolare» esistente tra i tre adulti (marito, moglie e amico), precisando che non è stato possibile comprendere la natura profonda della relazione, forse legata al movente del tentato omicidio.

Nessuno dei tre protagonisti di questa storia ha mai svelato particolari utili per andare a più fondo. L’imputato, difeso dall’avvocata Elena Virano, già davanti al gip, in sede di convalida dell’arresto, aveva detto: «Era solo uno scherzo». La vittima ha sempre precisato che l’aggressore era ubriaco, quando tentò di sgozzarla, senza aggiungere altro. Resta agli atti quanto l’uomo aveva raccontato agli agenti delle Volanti, subito dopo il fatto: «Nel 2019 ho avuto una crisi con mia moglie e c’è stata una fase di transizione. Lei in quel frangente ha conosciuto quell’uomo, che ha frequentato per un po’. Poi la nostra relazione è ricominciata. Dopo un po’ di tempo mia moglie mi ha chiesto, visto che aveva saputo che il suo amico era in difficoltà economiche, se potevamo ospitarlo a casa nostra. Così facemmo».

«Quel giorno ero in camera da letto – aveva spiegato la vittima – al pc. Ho visto lui dallo schermo. Mi ha avvolto il busto col braccio sinistro. Col destro impugnava un coltello: me lo ha messo sul collo, trascinandomi da sinistra a destra e tagliandomi alla giugulare. Gli ho dato una gomitata e sono riuscito a fare cadere il coltello».

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