Olimpiadi invernali (Depositphotos)
Sport
L’impianto per il pattinaggio ha costi troppo alti

Il Trentino ha ceduto: le Olimpiadi tornano a Torino dopo 20 anni

Milano e Cortina sono in ritardo per l’hockey e il curling. E Salvini punta all’ingresso del Piemonte nel Comitato

Se il sogno olimpico di Baselga del Piné si spegne davanti ai costi per la realizzazione di un palazzetto del ghiaccio – lievitati da 50,5 ad oltre 75 milioni di euro – le speranze a cinque cerchi di Torino cominciano a prendere maggiore consistenza. E in particolare per l’Oval che, nonostante le resistenza e i mugugni all’interno del Comitato organizzatore dei Giochi invernali di Milano e Cortina 2026, guadagna sempre maggiori possibilità di accaparrarsi il pattinaggio in velocità. Se non, persino, hockey e curling.

Un’ipotesi? «Sì» afferma con fermezza il presidente del Comitato olimpico nazionale italiano, Giovanni Malagò, prima di indossare sopra la giacchetta del Coni quella del presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026. «Che sia una certezza, invece, assolutamente no». Ma se due indizi formano una prova, suona meno sibillina la chiosa rispetto alla necessità di «chiudere al più presto il “masterplan” dell’evento» per cui proprio Torino, al momento, avrebbe le migliori opportunità per mettere a disposizione del Comitato l’impianto per il pattinaggio del 2006.

Fino ad allora, nessun pronunciamento ufficiale, ma a corollario di una rinuncia attesa da due settimane si sbilancia il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, che si è detto pronto a sostenere l’ingresso della Regione Piemonte all’interno del Comitato organizzatore dei Giochi assegnati a Milano e Cortina. Dopo la rinuncia di Trento per i costi dell’impianto, lievitati da 50,5 milioni di euro ad oltre 75, infatti, anche all’ombra della Madonnina cominciano a crescere le preoccupazioni per altri due impianti fondamentali. A poco più di mille giorni dall’accensione del braciere il PalaItalia, che dovrebbe ospitare l’hockey sul ghiaccio maschile, non somiglia nemmeno ad un cantiere mentre sul Palasharp, altra struttura votata al ghiaccio, pende un contenzioso tra il Comune e l’adiacente Istituto delle Suore della Riparazione. Ed è questo lo “scippo” che il sindaco Beppe Sala, oggi, teme di più. All’elenco, però, non manca nemmeno Cortina che, attualmente, avrebbe difficoltà con il curling. Proprio una di quelle specialità che portano più spettatori per cui Torino si troverebbe ad avere già parecchie carte nel proprio mazzo.

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