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Il top degli altri

«Siamo i più belli degli europei»
Roberto Mancini

Altre cose
Abbiamo anche appreso: che secondo la rivista Rolling Stones le migliori canzoni di tutti i tempi sono Like a Rolling Stones di Bob Dylan, Satisfaction dei Rolling Stones e Imagine di John Lennon; che a casa De Gasperi, in famiglia, tale era la devozione per Pio XII che il Papa era nominato come “la Persona”; che l’ingegnere che ha realizzato la Vitaphone, la tecnologia che ha permesso il cinema sonoro, è Agostino Coppola, nonno di Francis Ford Coppola; che a luglio Valentino Rossi dirà se ha intenzione di ritirarsi o no; che Roberto Mancini è testimonial della regione Marche; che in Svezia, grazie al flygskam, la vergogna di prendere l’aereo, sta tornando di moda il treno notturno; che dei filmetti osceni degli anni Settanta esistono varie versioni, perché le scene hard venivano tolte o aggiunte da produttori, registi e distributori, spesso all’in – saputa gli uni degli altri e dopo aver avuto il visto di censura.

Amori
Lory Del Santo racconta così il suo breve flirt con Roberto Mancini: «Avevo due possibilità. Potevo scegliere tra lui e Vialli. Sapevo che era solo per una volta, ero capitata per caso ad una cena, non mi ricordo neanche chi mi avesse invitato. Era finita tardi, non sapevo dove andare a dormire, quindi ero rimasta in questo posto. Avevo capito che tutti e due erano interessati a me, dovevo scegliere con chi dormire, poi la mattina sarei partita. Ho scelto Mancini anche se Vialli era bellissimo, ma mi sembrava più playboy. Mancini mi sembrava più dolce, forse ho scelto l’uomo della sicurezza. Si è dimostrato un uomo di una dolcezza incredibile. Ha un suo mondo interiore particolare»
Masneri, Foglio

Buste paga
«Se ci chiedono chi è l’uomo più ricco del mondo a chi pensiamo? Nell’O t to c e nt o , quando i debiti soffocavano i regni c’era un banchiere come Rothschild. Poi lo scettro è passato ai petrolieri primo tra tutti Rockefeller, ai signori dell’acciaio, i Carnegie, i Krupp, ai fabbricanti di auto, come Henry Ford e i suoi seguaci. Hanno costruito quella civiltà delle macchine che ci ha condotto fino alla macchina che pensa e agisce quasi come l’uomo. A cavallo del Secondo millennio la corona del denaro ha cinto i campioni della quarta Rivoluzione industriale oggi giunta a compimento: Bill Gates ha guidato a lungo la folta schiera per lasciare il testimone a Jeff Bezos il quale ha sposato internet all’antico mestiere del mercante. Ebbene adesso il tocco di Mida spetta al re del lusso. Sì, l’uomo più ricco del mondo è Bernard Arnault: 186,3 miliardi di dollari contro i 186 di Bezos, un’inezia, un primato effimero, ma dal grande significato simbolico. La cifra dipende dalle oscillazioni della Borsa, quindi la classifica cambia, sorpassi e contro sorpassi tra i due sembrano destinati a ripetersi, mentre Elon Musk che di miliardi ne ha solo 147, deve accontentarsi del terzo posto. Ma si resta comunque increduli: possibile che borsette e champagne valgano più della grande nube digitale, della corsa allo spazio o dell’auto elettrica?»
Cingolani, Foglio Anteprimanews

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