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IL CASO La tariffa prevista in un regolamento regionale

Il ticket sulla morte: tra i 70 e i 90 euro per vestire i defunti

Introdotto dopo la vergogna del “caro estinto”. Ma si paga solo al Mauriziano e all’Asl To 5

Siamo abituati a credere che, almeno di fronte alla morte, siamo tutti uguali. Bene, non è così. Almeno per le nostre aziende sanitarie locali che, come segnalano i nostri lettori, hanno anche istituito un ticket sanitario sul passaggio a miglior vita. Novanta euro se il trapasso avviene a Chieri, Moncalieri o Carmagnola. “Soltanto” settanta al Mauriziano. Gratis in tutti gli altri nosocomi.

Il prezzo per ricomporre un proprio caro, a meno che non si voglia provvedere in prima persona a una vestizione che può rivelarsi particolarmente dolorosa. Tecnicamente, parlare di ticket in senso stretto non è corretto. Si tratta piuttosto di una tariffa, il che è anche peggio perché non sono previste esenzioni in base alle condizioni economiche dei congiunti della salma.

In altri termini, anche i nullatenenti devono mettere mano al portafoglio. Una scelta, quella assunta nel 2012 dalla Regione con tanto di regolamento specifico, presa dopo gli odiosi casi del “caro estinto”, quelle ripugnanti vicende che avevano come protagonisti addetti senza scrupoli delle aziende di pompe funebri che non esitavano a spogliare i corpi a loro affidati di gioielli e altri preziosi.

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