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Spettacolo
VITTORIA BELVEDERE

«Il teatro adesso è il mio mondo, non amo glamour e mondanità»

L’attrice ed Enzo Iacchetti protagonisti di “Bloccati dalla neve”

C’è un lui, c’è una lei e c’è una tempesta di neve che li fa incontrare e li costringe a convivere a casa di lui in una quarantena forzata. «Ma quella di Judith e Patrick non è una storia d’ amore – spiega Vittoria – È piuttosto una storia di solitudini, con un finale dolce». L’attrice calabrese Vittoria Belvedere ed Enzo Iacchetti sul palco di via Cristoforo Colombo 31 saranno Judith e Patrick nello spettacolo “Bloccati dalla neve” che andrà in scena con la regia di Enrico Maria Lamanna venerdì prossimo al Teatro Gioiello (in replica sabato 23 e domenica 24) per il cartellone “Per farvi ridere” di Torino Spettacoli. Una commedia, quella scritta da Peter Quilter, autore, tra l’altro, di “End of the Rainbow”, testo adattato per il film “Judy” (2019) premiato agli Oscar, tenera e divertente. Ed è per questo che Vittoria l’ha fatta sua.

«Quando mi hanno proposto di interpretarla ho accettato subito perché mi aveva colpito la storia. Quando, però, si è trattato di concretizzarla mi sono chiesta se io fossi la persona giusta per interpretarla e dopo un mese di prove avevo quasi pensato di mollare».

Perché?
«Perché Judith è una persona molto diversa da me, io sono con i piedi per terra, lei è con la testa nelle nuvole, un po’ matta. Non è facile immedesimarsi in un personaggio così diverso. Non c’era logicità nelle cose che Judith doveva fare e io lo dicevo al regista. Lui mi rispondeva: “Lei non è Vittoria è Judith”. E poi Judith, a differenza di me che ho un marito e tre figli, è una persona sola».

E Iachetti è più simile a Patrick?
«Sì, quando ho letto il copione ho pensato subito a lui. Ho chiesto alla produzione se avevano già scelto il personaggio maschile e, dato che lo stavano ancora cercando, ho proposto Enzo. Lui è perfetto per quella parte. Enzo è un amico, l’ho conosciuto trent’anni fa a Mosca sul set di un film in costume, da allora siamo rimasti in contatto anche se non ci vediamo spesso. Questa è la seconda volta che lavoriamo insieme».

Il suo futuro dove lo vede? A teatro, al cinema o in tv?
«Il teatro da dieci anni è il mio mondo, più del cinema o della tv, perché io non sono molto mondana, non amo le feste o stare sotto i riflettori, preferisco la casa».

Il testo “Bloccati dalla neve” è stato scritto durante il lockdown, come ha vissuto lei quel periodo?
«Mi sono goduta di più i figli, li ho conosciuti meglio, senza le distrazioni che la vita normale spesso comporta. Noi eravamo in una situazione tutto sommato “privilegiata”, perché abbiamo un giardino e quindi non eravamo confinati in casa».

Lei ha già avuto modo di conoscere il pubblico torinese, come lo definirebbe?
«Attento ma gratificante. Applaude poco durante lo spettacolo e tu ti chiedi se hai sbagliato qualcosa, ma lo fa per non disturbare e alla fine di dimostra il suo apprezzamento, ti gratifica».

Il suo futuro dove lo vede? A teatro, al cinema o in tv?
«Il teatro da dieci anni è il mio mondo, più del cinema o della tv, perché io non sono molto mondana, non amo le feste o stare sotto i riflettori, preferisco la casa».

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