Elezioni
Cronaca
GLI SCONFITTI Le liste degli uscenti falcidiate sugli uninominali. Sprofondano Leu e Noi con l’Italia

Il sogno infranto di andare a Roma e la lunga serie dei trombati illustri

Tra gli esclusi anche il “ministro dello sport” pentastellato, Domenico Fioravanti

Alcuni già assaporavano il loro ritorno tra i velluti del Parlamento, altri vedevano nell’elezione a Roma il giusto coronamento di carriere politiche ricche di successi sul territorio. Ma per loro, come in ogni elezione, è scattato il contrappasso della “trombatura”.

Più o meno sonora, più o meno giocata sui decimali delle percentuali, ma pur sempre dolorosa. Al punto da convincere qualcuno, come il senatore dem Stefano Esposito, di chiuderla lì con la politica attiva. Una tornata elettorale che ha visto due forze politiche al loro massimo storico – la Lega e il Movimento 5 Stelle – ha giocoforza mutato l’aspetto del Parlamento di domani.

Lasciando a casa molti illustri candidati, soprattutto in quel Pd che cinque anni fa poteva contare su 34 tra deputati e senatori. Detto di Esposito, non torneranno in Parlamento Paola Bragantini (sconfitta per un centinaio di preferenze nel suo collegio di Vallette-Lucento), Antonio Boccuzzi (sul plurinominale), Umberto D’Ottavio a Collegno, Francesca Bonomo a Ivrea (che però potrebbe essere ripescata sull’uninominale), la radicale Silvia Manzi in Barriera, la senatrice Magda Zanoni a Pinerolo, l’assessore all’Istruzione della giunta Chiamparino Gianna Pentenero a Settimo.

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