piazza Cln
Cronaca
L’EREDITÀ DEI CINQUE STELLE

Il “salotto” della città trasformato in latrina da disperati e clochard [FOTO e VIDEO]

Sotto i portici della zona aulica è nato un accampamento. Le grate, i muri e i cassonetti sono usati come vespasiani

Gli anfratti tra i portici di marmi un tempo splendenti trasformati in mini-appartamenti. Fornelli, borse di plastica al posto degli armadi. Ciotole come piatti per il pranzo e per la cena. Niente sedie e tavolini. Ma qualche piantina fiorita se la sono portata. Nei vasi appoggiati sotto il pilastro che regge il pavimento-soffitto di una stanza senza pareti nel centro aulico di Torino. Gli amori di Gino Paoli, in questa piazza Cln che ispirò Profondo Rosso con i suoi palazzi di lusso tanto apprezzati dai calciatori, c’entrano niente. Gli odori nauseabondi, piuttosto, ricordano le atmosfere evocate da un cantautore milanese, un certo Faust’O, che raccontava storie di disagio e di sbandati. Con un brano in particolare – “Benvenuti tra i rifiuti”-, che sembra proprio scritto da qui. Dove “non c’è la polizia”. Perché «qui – cantava Faust’O – la legge siamo noi».

A dire il vero, nel salotto di Torino, la polizia (soprattutto municipale) passa. E ogni tanto accade pure che qualche clochard venga allontanato, con sgomberi che servono soltanto a scatenare sterili polemiche fine a se stesse che si spengono dopo 24 ore. Quando ormai tutto è tornato come prima. Se non peggio.

Lo sa bene chi passa da queste parti per fare shopping, l’hanno imparato ancor meglio quelli che abitano negli attici di sopra e ogni volta che escono dal portone iniziano un viaggio nella casbah in versione piemonteseCon i portici che un tempo erano sinonimo di eleganza trasformati in galleria degli orrori, gli anfratti (neanche troppo nascosti) usati come gabinetti da chi, senza badare alla presenza di grandi o piccini, cala le braghe e fa i propri bisogni. Lo fanno i barboni attempati, che annaffiano quotidianamente bidoncini della spazzatura e fioriere. E lo fanno le donne, come quella che si accovaccia vicino a una bicicletta legata con la catena e si libera sul marciapiede avendo cura di centrare la grata.

La carrellata di degrado e disperazione che si può incontrare passeggiando nel centro di questa nuova Torino che il prossimo sindaco erediterà dopo cinque anni a Cinquestelle è assai varia. Le foto che un affezionato lettore ci ha spedito ieri lo dimostrano chiaramente. Spiegando meglio di tante parole che in un certo senso il principio dell’uno vale uno tanto caro a chi è stato eletto al grido “honestà honestà” è stato applicato: anche i quartieri ricchi, adesso, possono avere un assaggio dei problemi irrisolti delle periferie.

IL VIDEO DI PIAZZA CLN

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