clochard portici
Cronaca
Centro invaso dai senzatetto

Il salotto dei clochard tra portici e luminarie: la Torino degli ultimi

Tra cittadini a caccia di saldi anche i mini appartamenti di chi ha perso tutto. E le fioriere diventano vespasiani

Passeggiando sotto i portici del centro città, tra le scritte “saldi” e le vetrine allestite a festa, non si può fare a meno di notare il retro della medaglia del Natale, ossia i giacigli dei senzatetto che stanno diventando sempre più grossi. Tanto da aver raggiunto, in certi casi, come in via Po, le dimensioni di piccoli appartamenti, con tanto di sedie, poltrone, materassi, ombrelli e ciotole per i cani. Stesso discorso in via Roma, dove a ogni angolo spuntano giacigli e cartoni ma anche cartelli stampati tutti uguali con le stesse frasi per impietosire i passanti. Una modalità che non può non far pensare a un racket organizzato. Difficile poi trovare dei senzatetto senza i cani al seguito. In certi casi, come in piazza Castello, i piccoli amici a quattro zampe, vengono anche lasciati da soli. E, come ha sottolineato l’Enpa, spesso e volentieri questi animali vengono maltrattati. In altri casi invece appaiono curatissimi, perfettamente puliti con il pelo pettinato. Altro aspetto che fa pensare a un’organizzazione dell’elemosina, più che a semplici senza dimora che hanno deciso di campare degli spicci della gente. Oltre all’ombra della malavita, c’è poi il problema della mancanza di decoro urbano. In particolare piazza San Carlo, il “salotto” di Torino, appare quanto mai trascurato. A due passi dalle costruzioni realizzate dal Comune per “Natale a Torino che spettacolo”, davanti alle vetrine scintillanti dei negozi, compaiono vari giacigli. La situazione più imbarazzante è forse quella all’angolo con via Alfieri, dove ormai più di quattro anni fa, nel settembre del 2018, il Comune aveva allontanato la coppia di clochard, Danilo e Federica, dall’angolo di piazza San Carlo, posizionando due ingombranti fioriere. Le stesse che oggi vengono utilizzate dai senzatetto come latrine e deposito di cartoni, coperti e vestiti. Una sorta di wc e armadi a cielo aperto. All’interno dei vasi c’è ancora il terriccio ma non vi è più traccia delle piante di agrifoglio. Poco distante resiste l’antiestetica grata metallica messa due anni fa per cacciare un’altra coppia di clochard che si era costruita una vera e propria casetta di cartone nello spazio cinto da ringhiere destinato ai cassonetti. Nonostante i continui interventi di pulizia da parte di Amiat e municipale, la presenza di dormitori, i progetti di micro accoglienza, i moduli abitativi in piazza Traves e le casette del Politecnico – al momento soltanto annunciate -, i clochard non sembrano avere la minima intenzione di lasciare il centro. Tornano invece sempre negli stessi posti, come galleria San Federico che di notte si trasforma in un dormitorio. Stesso discorso per i portici del palazzaccio davanti al Duomo e di via Viotti. Qui le nicchie dei negozi chiusi continuano a essere invase da cartoni, coperte, vestiti, cibarie e perfino da biciclette ribaltate. Un degrado che fa infuriare i residenti.

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