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Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO

Il saggio della montagnola

Per trovare pepite d’oro bisogna setacciare la sabbia. L’altro giorno, cercando qualcosa sull’amore per San Valentino, mi sono imbattuto nel libro “La via della trasmutazione alchemica” di M.M. Judas. E’ un trattatello tra il filosofico e lo psicanalitico che aiuta a ritrovarsi perché “non c’è nessun peccato nello smarrirsi, il vero peccato è non andarsi a cercare”. L’autore vuole mantenere l’anonimo (Judas è solo un ‘nom de plume’) perché ritiene che in una società dove prevale l’apparire non è fondamentale rivendicare un nome o un volto. Ciò che ha valore è il contenuto, non il contenitore (purché al contenitore paghino i diritti d’autore, aggiungo io perfidamente). Ma torniamo all’amore, così spesso contrapposto alla morte (eros e tànatos) in quanto speranza di vita eterna come la morte è paura di dissolvimento nel nulla. Per Jonas l’amore è di solito un’ossessione per un’altra persona, che spesso vorremmo anche cambiare per adeguarla ai nostri desideri. La morte, invece, “è la paura che, dimenticando tutto, dimenticheremo anche noi stessi. E noi non vogliamo essere dimenticati, perché equivale a non essere mai esistiti. Il dissolvimento è la più grande paura. Ma ogni dissolvimento lascia una grande traccia, come una supernova che esplode nel cosmo”. E poi prosegue alla sciamana: “La mia terza madre mi svelò questo segreto, in una notte di luna piena: non esiste filo d’erba che non esulti del tuo passaggio su questa terra. Non potrai mai essere dimenticato. In qualche luogo, è tutto registrato”. Questo mi consolerebbe, caro guru. Ma ci dovrei credere. E allora, fede per fede, tanto vale che io attenda quella in Dio, anche solo in extremis. Speroma bin.

collino@cronacaqui.it

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