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Cronaca
MIRAFIORI SUD

Il Robaldo agonizza nel degrado: «Cairo non paga, fermi i lavori»

La circoscrizione Due attende canoni d’affitto per 69mila euro dal 2020

Dalla prima ruspa arrivata lo scorso autunno, praticamente nulla s’è mosso. Il campo da calcio che avrebbe dovuto ospitare le giovanili del Toro a Mirafiori Sud agonizza ancora nel degrado. Il cantiere di strada Castello continua ad essere sospeso e l’ultima motivazione sarebbe la scoperta di un cavo dell’alta tensione, sepolto nel terreno a meno di mezzo metro di profondità, per cui l’avvio dei lavori è stato rinviato ancora una volta, al prossimo lunedì e solo per gli interventi in superficie.

Ma di spostare quel cavo e smuovere qualche zolla, non se ne parlerà prima di altri sei mesi. E al Robaldo, diventato l’ultimo obiettivo delle contestazioni del gruppo di tifosi “Resistenti granata 1906” al presidente granata Urbano Cairo, continuano ad accumularsi anche i debiti per il canone d’affitto. Circa 69mila euro mai incassati dal 2020 come denuncia la circoscrizione Due, titolare di un impianto dato in concessione da Palazzo Civico di cui, però, non riesce a riscuotere gli oneri d’affitto. Agognando il miraggio della riqualificazione. «E chi ci assicura che per l’anno prossimo i lavori saranno completati, visto che a tre anni dalla delibera che ha concesso la struttura al Toro, nulla è partito?» si domanda il presidente della Due, Luca Rolandi. «Ci troviamo tra l’incudine e il martello – aggiunge -. Dovremmo riscuotere un canone d’affitto per una concessione del Comune che non viene onorata dalla società e, allo stesso tempo, continuiamo a vedere rimandata sempre la data dei lavori».

Una beffa per chi, invece, rispetta gli accordi. «Non è corretto nei confronti di tutte quelle piccole realtà che, se hanno una concessione pubblica, fanno sacrifici e si impegnano per pagare gli oneri o fare i lavori – sottolinea Rolandi -. Chiamarsi Torino Calcio non fa la differenza in questo senso». La società ha ottenuto la concessione per 30 anni nel 2019 ad un canone di 21mila euro che prevedeva il rifacimento dei campi, degli spogliatoi e delle tribune. Una sorta di “Coverciano granata” con cinque campi da calcio nuovi di zecca, tribune, spogliatoi rinnovati, palestra, punti ristoro. Un impianto che era del Nizza Millefonti, la compagine calcistica che negli anni era diventata la terza squadra per importanza di Torino, nata nel 1957 e fallita nel 2014. Dal ‘95 era il Nizza a gestire il Robaldo, e lo ha fatto fino al fallimento. Dopo, l’impianto è caduto nel degrado più totale e doveva essere il Toro a risollevarlo. Nel novembre dello scorso anno, il quartiere si era svegliato con operai e ruspe all’interno dell’impianto dismesso, per l’inizio dei primi lavori. Demolizione dei vecchi edifici e raccolta dei rifiuti. Lavori affidati a Giovanni Roluti, architetto di Alessandria, stessa provincia di origine del patron granata Urbano Cairo. Queste le prime operazioni, già interrotti. E la cittadella granata resta una chimera.

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