jason mott
Libri
IL PERSONAGGIO

Il Ragazzino e lo Scrittore insieme a spezzare il cielo. Cavolo, che razza di libro!

Jason Mott con un romanzo esilarante, feroce, dolce

Il Non Visto e l’Innegabile trovano una narrazione, trovano la strada maestra per «spezzare il cielo», anche se quelli come loro, amara considerazione ma pure leggiadra, il cielo non lo spezzano mai.

Alla fin fine sono tutte storie d’amore, lo dice bene lo Scrittore perso nel tour letterario per il suo best seller, un tour in cui incontra il Ragazzino: dalla pelle scura, anzi scurissima, quasi l’incanto della notte. E il Ragazzino ha un segreto, una dote: sa rendersi invisibile. A questo punto per lo Scrittore si apre una situazione paradossale, anche perché lui ha una malattia – oltre a essere scrittore – ossia in certe situazioni non riesce a distinguere realtà e finzione.

È un romanzo pazzesco “Che razza di libro!” (NN, 19 euro, traduzione di Valentina Daniele) dell’americano Jason Mott. Una narrazione cristallina – non è un caso che, alla fine del libro, la traduttrice intervenga con una nota proprio per sottolinearne la bellezza, la fluidità – che sa mescolare diversi registri, ricostruendo il realismo magico attorno alle fantasie, al non detto – oltre che al non visto – e alle tragedie.

Partiamo dal Ragazzino, che tutti chiamano Nerofumo per il colore particolare della sua pelle, perfino il suo cuginetto bullo, e dal suo esperimento di invisibilità nel salotto dei genitori, perduto in un mondo interiore, per mettersi al sicuro da quello esterno. Sa sparire, Nerofumo, ma non sempre gli riesce. Però desidera visto, perché in fondo è questo che tutti vogliamo, no? Essere visti, amati, stretti in un abbraccio.

I temi dell’identità sono forti: non è un caso che, bloccato nudo fuori dalla porta della sua camera, lo scrittore per confermare alla concierge la propria identità prenda la copertina di una rivista con il suo faccione. Ma poi l’ha fatto veramente? E, soprattutto, si sa vedere davvero? “Scopre” di essere nero, o meglio scopre che deve essere nero in quello che scrive, nello prendere posizione, nel non rispondere sempre con affabilità e cortesia ciò che la gente si aspetta – frutto della sua esperienza come addetto in un call center, fra gruppi motivazionali armati di caramelle e clienti assurdi – e comprendere, infine. Vedere sul serio, insomma. Vedere il corpo del bambino ucciso a colpi di pistola da un poliziotto, vedere i ragazzini che sfilano con i cartelli di Black Lives Matter, vedere anche i fantasmi degli schiavi che tornano e li vede anche il poliziotto bianco assassino – «ma io sono una brava persona!» – e chissà se alla fine Nicolas Cage, lì in aereo, è veramente lui oppure no, se sono veramente loro le varie Kelly, Kelli, Kellie della strana vita di questo scrittore che non può più negarsi.

La meraviglia di Jason Mott è quella di saper fondere registri linguistici e narrativi talmente diversi da creare autentiche suite rock in un romanzo che è talmente esilarante in certi suoi passaggi da essere feroce come gli “strani frutti” di Billie Holiday, talmente spietato da essere dolce.

CHE RAZZA DI LIBRO!
Autore: Jason Mott
Editore: NN
Genere: Romanzo
Prezzo: 19 euro

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