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IL CASO

Il quartiere scende in strada per riprendersi via Di Nanni

E’ stato letto un messaggio dei parenti del giovane ucciso per una birra

Tavolini e sedie, cibo e buona musica. Per una notte i residenti si sono ripresi l’isola pedonale di via di Nanni, finita ultimamente agli onori della cronaca per l’omicidio di Jawad, conosciuto come Jo, un magrebino di 34 anni. L’evento, organizzato dall’associazione popolare di via di Nanni con la collaborazione dell’associazione dei commercianti e con la parrocchia di San Bernardino, ha riscosso un notevole successo.

Dimostrando che le famiglie del quartiere San Paolo non hanno alcuna intenzione di arrendersi al degrado. Il momento più toccante della serata è stato, senza ombra di dubbio, la lettura di un messaggio scritto dai parenti del ragazzo ucciso da un suo connazionale all’angolo con via Volvera. «Jawad aveva tutta la vita davanti – si legge nella missiva -. È stato colpito in modo brutale per non aver dato cinque euro ad un delinquente. Uno dei tanti che dopo la mezzanotte prendono d’ostaggio la piazzetta». Una serata finita in disgrazia, per colpa di un pregiudicato di 40anni che in quell’area non doveva nemmeno trovarsi. Sgozzato con un coccio di bottiglia e poi soccorso dagli operatori del 118.

I partecipanti alla festa hanno voluto ricordare Jo con un minuto di silenzio. E con lui anche il padre, che non ha retto alla notizia ed è morto di crepacuore. Lasciando alla madre del 34enne, all’arrivo della salma in Marocco, due corpi da sotterrare. Eventi terribili, che hanno scosso non solo via Di Nanni ma tutto il rione che da anni si batte per migliorare la vita del quartiere. Non sempre con buoni risultati. E non certo per mancanza di impegno. Di recente l’associazione popolare ha scritto una lettera aperta alla sindaca e alla circoscrizione Tre.

«Non è la prima volta – raccontano Chiara Delia e Raffaella Goria – che scorre il sangue nella via. Da qualche anno diamo il nostro contributo organizzando eventi che contrastino emarginazione e degrado. Ed è da tempo che chiediamo vengano installate delle telecamere, e lo chiediamo più che mai ora». Oltre all’occhio elettronico è stato chiesto un tavolo di confronto che coinvolga tutte le forze in campo. Per far sì che quel mazzo di margherite, nella zona dell’annaffiatoio,sia l’ultimo triste ricordo di via Di Nanni.

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