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Cronaca
SETTIMO TORINESE

Il quartiere cambia con la Olon: nel 2023 arriva anche un parco

La fabbrica verrà in parte ricostruita e ci sarà pure un museo

È stato firmato un accordo fra Olon (ex Farmitalia) e Comune di Settimo che cambierà dal 2023 gran parte del quartiere Borgo Nuovo ma anche lo stabilimento stesso. La fabbrica che dal 1907 caratterizza la zona a ridosso della stazione si trasformerà così come la viabilità attorno ad essa e diverse aree che diventeranno pubbliche e fruibili dalla popolazione. Il terreno a nord della fabbrica diventerà un parco, la mensa diventerà uno spazio destinato alle associazioni (che sostituirà il centro Aglietta sempre al Borgo Nuovo). Verrà completata via Solferino che chiuderà l’anello intorno alla fabbrica con importanti benefici per la viabilità. Importante intervento anche sul muro della fabbrica lungo via Schiapparelli: per un tratto verrà arretrato, consentendo di allargare la strada ed eliminare le proteste dei cittadini che a distanza di tempo non hanno ancora metabolizzato la scelta dell’amministrazione di renderla a senso unico.

All’interno del sito produttivo si realizzerà un museo industriale e spazi destinati a congressi, privati ma aperti al pubblico. Imponente anche il progetto industriale di Olon da 60 milioni di euro che prevede che lo stabilimento aumenti la capacità produttiva di proteine alternative, con lavorazioni a basso impatto ambientale e ad alto valore innovativo. Si tratta di prodotti biotecnologici utili alla produzione di alimenti come latte e carne, che tuttavia non hanno origine animale. A fronte dell’impegno dell’azienda, lo stabilimento di Settimo vedrà importanti opere di riqualificazione tecnologica: all’interno dell’attuale area del sito verranno demoliti 5.900 metri quadri e ricostruiti 3.600.

Un’altra novità legata al quartiere riguarderà anche l’ex supermercato Md, sempre lungo via Schiapparelli che diverrà la nuova sede del comando di polizia municipale. «La Olon ha segnato profondamente la storia di Settimo – ha dichiarato la sindaca Elena Piastra – Attorno ad essa e anche grazie ad essa, la Città è cresciuta. Moltissime famiglie hanno potuto mettere radici grazie al lavoro che l’azienda ha garantito, e gli importanti investimenti che la proprietà oggi sta facendo per il sito di Settimo rappresentano un valore per la nostra Città, in termini occupazionali e non solo. Resta l’anomalia di un’enorme fabbrica nel cuore dell’abitato, e credo che l’accordo raggiunto con l’azienda vada nella direzione giusta: aprire il più possibile la fabbrica alla Città, renderla almeno in parte vissuta dalla cittadinanza, portatrice di valore culturale e sociale oltre che industriale. L’occasione di ricavare nuovi spazi utilizzabili da tutti andava colta, e credo che questa trasformazione rappresenti un buon risultato capace di armonizzare le necessità di tutti: dell’azienda, dei suoi lavoratori e degli abitanti del quartiere».

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