(foto: depositphotos).
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Il punto di forza contro il virus

Ogni volta che le piazze si riempiono – sarà solo il nuovo gioco dell’estate o prima poi qualcuno si farà male sul serio? – ci si aspetta di veder comparire quanto prima qualche Re Travicello, magari spuntato direttamente da chat di Telegram, ché la tentazione di farsi capi di uomini è sempre forte. Poi, che strillino a difesa della libertà soggetti che discendono da formazioni che della libertà hanno fatto strame, neppure troppo tempo fa, beh mi fa davvero ridere. Così come mi fanno ridere formazioni soggetti più democratici o liberali – non necessariamente politici – che sono ancora in dolce luna di miele con l’uomo forte al comando, nello specifico Draghi, uno che si è fatto capo non di una chat di Telegram, ma di un governo, per manifesta incapacità di tenere la rotta di altri. In tutte le narrazioni ci vuole la giusta misura. E ci vogliono narrazioni complete. Per intenderci, tra le misure per fronteggiare la pandemia – lasciate perdere i lockdown -, per importante e determinante che sia il fattore vaccini, c’è sempre stato anche un punto fondamentale: gli ospedali andavano cambiati. Sono stati stanziati milioni di euro per fare lavori necessari, forse in vista di una quarta ondata, o forse per non andare in crisi anche nell’ordinaria amministrazione. Qualcuno ha mai pensato di chiedere, riguardo a questo, a che punto siamo? Noi ve lo mostriamo, così, semplicemente. Perché, vaccinati o meno, è lì, in quelle stanze, in quei reparti che ci salvano la pelle. Senza chiederci, mentre siamo ancora in barella, se abbiamo un’assicurazione sanitaria o una carta di credito, come in certi Paesi del mondo. Venitemi a parlare di dittatura sanitaria, allora.
andrea.monticone@cronacaqui.it

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