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Salute
CUORGNÈ

Il pronto soccorso riapre a tappe: «Asl To4, mancano 172 medici»

Dopo 2 anni di chiusura, ieri l’annuncio della Regione: il primo passo il 9 gennaio

Il 9 gennaio, dopo 2 anni, riaprirà un Punto di primo soccorso a Cuorgnè. L’annuncio del presidente della Regione e dell’assessore regionale alla Sanità è arrivato ieri proprio a Cuorgnè, in occasione della presentazione della riapertura parziale e del programma per la riapertura totale del pronto soccorso del nosocomio, punto di riferimento per l’alto Canavese.

Ieri nella sala conferenze dell’ospedale erano presenti numerosi sindaci del territorio, tra cui ovviamente la prima cittadina di Cuorgnè Giovanna Cresto, ma anche tanti medici, infermieri, operatori, che da due anni, da quando il pronto soccorso era stato chiuso per la pandemia, attendono la riapertura. Sono stati l’assessore alla Sanità, Luigi Genesio Icardi, il presidente della Regione, Alberto Cirio, il direttore generale dell’Asl To4, Stefano Scarpetta, i consiglieri regionali Mauro Fava e Andrea Cane ad annunciare il nuovo servizio. «Il Punto di primo intervento – ha illustrato Icardi – sarà attivo dalle 8 alle 20, presidiato nelle ore notturne, dalle 20 alle 8, dal 118. Sono previsti due ambulatori di visita, un medico e due infermieri, per il trattamento delle urgenze minori e una prima stabilizzazione del paziente complesso. Il servizio è rimasto chiuso a causa dell’impossibilità di reperire personale medico. In tutta l’Asl To4 mancano 172 medici rispetto alla dotazione organica, di questi 76 sono venuti meno dal 2019 ad oggi, e mancano 30 medici di medicina generale, nonostante le 75 procedure concorsuali attivate per il reperimento di medici e direttori di struttura».

«Le persone devono sapere – ha proseguito il presidente Cirio – che per noi non ci deve essere differenza di servizio tra un piemontese residente in un paese di montagna o in centro a Torino, hanno entrambe gli stessi diritti ad un sistema sanitario ottimale. Per questo il punto di primo soccorso è solo l’inizio, tratterà i codici bianchi e verdi, i casi meno gravi, mentre gli altri saranno dirottati verso gli ospedali locali o su Torino. L’impegno però rimane riaprire totalmente e a pieno regime il pronto soccorso. E aggiungo che entro fine anno abbiamo preso l’impegno a localizzare il nuovo ospedale di Ivrea».

Sempre ieri a sostegno della riapertura del pronto soccorso è stata depositata in Regione una petizione firmata da 3.232 persone consegnata dai consiglieri comunali di Cuorgnè Davide Pieruccini e Lidia Perotti (Gruppo consiliare “Cuorgnè c’è”): «Quando il presidio di Cuorgnè venne trasformato in Covid hospital, si chiuse il pronto soccorso. Trascorsi due anni, continua a rimanere chiuso, nonostante i diversi annunci fatti. La chiusura della struttura di Cuorgné, che serve una zona molto ampia che arriva fino al Parco nazionale del Gran Paradiso, ha creato non solo disagi agli abitanti, ma anche grandi difficoltà ai pronto soccorso di Ivrea e di Ciriè, dove si registrano attese sempre più lunghe. Se tutto ha riaperto da mesi in ogni presidio sanitario, perché solo il pronto soccorso di Cuorgnè resta chiuso?».

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