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Cronaca
IL RINVIO A GIUDIZIO

Il prof di religione molestava le allieve: «Oggi sei vestita come una pornostar»

Sono 12 le vittime secondo la procura, tre gli anni in cui il reato s’è consumato

«Non guardarmi così mentre vieni alla lavagna, perché se no mi ecciti». «Oggi, per come sei vestita, mi sembri proprio una porno star». «Sei veramente sexy». Alle allusioni e alle frasi ambigue, sarebbero seguiti carezze sulle ginocchia, mani sulle cosce, sguardi viscidi e inopportuni, ancor di più se indirizzati a delle minorenni da parte del loro insegnante. È stato rinviato a giudizio, dopo un’indagine coordinata dal pm Davide Pretti, un professore di religione di 51 anni che per anni ha lavorato in un istituto superiore di Torino frequentato soprattutto da ragazze. L’uomo, difeso dagli avvocati Stefano Caniglia e Francesca Peyron, si è sempre dichiarato innocente. Ed è comparso alla prima udienza, che si è svolta di recente a porte chiuse davanti al gup Alfredo Toppino, ed è stata subito rinviata al prossimo autunno.

Ad avviare l’inchiesta, non è stata una sola denuncia, ma ben 12, tutte sporte da allieve che hanno frequentato l’istituto dal 2018 al 2021. Sono quattro gli anni di riferimento dell’inchiesta, durante i quali le condotte del docente non sarebbero cambiate. «Quando arrivava in classe – aveva spiegato una giovane allieva – il professore spesso commentava l’aspetto fisico o l’abbigliamento di qualcuna di noi. Lo faceva con sguardo ammiccante, e a volte aggiungeva frasi del tipo ‘così mi provochi’. Che sembravano scherzi, ma non lo erano». Oltre alle espressioni sgradite, il docente avrebbe messo le mani addosso ad alcune ragazze, secondo l’ipotesi dell’accusa che dovrà essere vagliata dal gup. «Ci chiedeva di andare alla cattedra per l’interrogazione – aveva raccontato una ragazza agli investigatori – e ci metteva le mani sulle ginocchia, o ci toccava le cosce, con una scusa». Queste condotte erano costate al professore un avviso di garanzia per violenza sessuale, che gli sarebbe costato una sospensione temporanea dall’insegnamento. Con l’avanzare dell’indagine, era emerso che il reato sarebbe stato meno grave: e così, dopo le dovute verifiche, la procura aveva chiuso l’inchiesta e chiesto il rinvio a giudizio contestando all’uomo le molestie sessuali. Che sarebbero consistite soprattutto in frasi inadeguate e a sfondo sessuale che l’uomo avrebbe rivolto alle sue alunne.

La difesa, durante la scorsa udienza, aveva proposto al gup la messa alla prova per l’insegnante di religione, tenuto conto della sua incensuratezza, del suo comportamento processuale e di altri fattori. La procura aveva dato parere favorevole, ritenendo utile per l’indagato un percorso di lavori utili e di servizio presso un ente di volontariato. L’ultima parola ora spetta al giudice.

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