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Cronaca
In prima fila anche la sindaca Appendino

Il Pride torna in strada: polemiche sull’assenza di Damilano al corteo [FOTO]

In diecimila in centro tra canti e bandiere arcobaleno. L’ex deputata Vladimir Luxuria all’attacco di Lega e Fdi

Circa diecimila persone ieri hanno colorato le vie del centro con le bandiere arcobaleno del Torino Pride. In prima linea anche la sindaca Chiara Appendino, con la figlia Sara. «È l’ultimo anno che partecipo da sindaca ma non da cittadina – commenta -. Continuerò ad esserci, perché è uno dei momenti più importanti per la città. La risposta alle conquiste di questi anni sono le persone in piazza e chi lotta per i diritti. Torino deve essere sempre all’avanguardia». Al fianco della sindaca la candidata del M5s Valentina Sganga. «Bisogna esserci al Pride e sarebbe anche il caso di non coinvolgere nelle coalizioni forze che negano i progressi che abbiamo fatto in materia di diritti». Non è passata inosservata l’assenza del candidato del centrodestra Paolo Damilano. «Perché tanto stupore? Per cortesia, basta ipocrisie, Damilano ha fatto benissimo a non partecipare al Pride. Dimostra coerenza con le idee oscurantiste dei suoi padrini politici». Così, su Facebook, il segretario metropolitano del Pd torinese, Mimmo Carretta. Paolo Damilano ha espresso tramite social il suo sostegno al Pride senza partecipare però alla manifestazione dove sono invece presenti i suoi due principali competitors. «È chiaro che Damilano debba rispondere al suo elettorato – commenta l’ex deputata Luxuria -. Fratelli d’Italia e Lega hanno sempre parlato malissimo dei Pride. Adesso c’è anche il Popolo della Famiglia. Sicuramente. Damilano è una persona che non ha nessun problema sotto il punto dei diritti Lgbt, ma credo che sarebbe stato troppo imbarazzante per lui essere qui», conclude Luxuria.

“Quanti di noi vorrete ancora sulla coscienza?”, è lo slogan della manifestazione, sospesa lo scorso anno a causa della pandemia, che si svolge con il tradizionale corteo dopo il via libera delle autorità che in un primo momento avevano autorizzato solo un presidio statico. «Sono molto soddisfatto, siamo molto contente e contenti perché il risultato è buonissimo e soprattutto è un parziale ritorno alla normalità» spiega Battaglia. «Torino può fare tantissimi passi in più e sarebbe molto importante che il prossimo sindaco fosse nella condizione di fare quei passi che ancora mancano. È mancata una strategia complessiva dei diritti Lgbt e non solo. Ed è mancato un po’ di denaro perché ce ne è bisogno, far stare bene i propri cittadini e le proprie cittadine è in primo compito di un sindaco» conclude.

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