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Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Il Premio Quarto Potere. Ai protagonisti della nostra città

Per raccontare ciò che accade in una città, bisogna innanzitutto capirla. Ascoltarla. Sentirne gli odori, gli umori. La sofferenza e la rabbia. Ma anche coglierne le energie positive, mescolarle tra loro, farle incontrare e dialogare. Insieme. Perché è solo dal confronto, che può essere aspro, ma deve essere onesto, che nascono le idee che aiutano a superare i problemi. È questo, secondo noi che da vent’anni raccontiamo Torino, il compito di un giornale. E ci onora che il sindaco Stefano Lo Russo, partecipando alla cerimonia per la consegna annuale dei premi che la fondazione Quarto Potere e TorinoCronaca assegnano ai torinesi più impegnati sul territorio, ci riconosca il merito di essere «un giornale che non fa sconti a nessuno, che fa da pungolo per l’amministrazione, ma è onesto intellettualmente nei suoi approfondimenti. E questo non è così frequente». Una medaglia per chi sta sulla strada a raccontare la vita della città. Lo scopo del premio quarto potere che si è svolto venerdì pomeriggio nella prestigiosa Sala delle Colonne del Municipio, del resto, è proprio quello di mettere in luce, attraverso il simbolo di una targa, il lavoro e l’impegno costante di chi ogni giorno lavora per Torino. Con i nostri giovani, dalle scuole di periferia all’Università, ma anche in quel settore complesso rappresentato dalla magistratura chiamata a comprendere, prima che a giudicare, le devianze dei ragazzi e la loro violenza che a volte assume risvolti drammatici. Ma anche l’ingegno del saper costruire una grande manifestazione dedicata all’arte, a cominciare da quella antica, fino a diventare una fiera, ma anche un laboratorio, ormai riconosciuto a livello internazionale come Flashback, che ora sta diventando una vera e propria casa dell’arte tra le mura di quello che è stato – e non solo simbolicamente – il luogo in cui sono cresciuti tanti orfani nella nostra precollina. I giovani, l’arte, ma anche il cinema, che se da una parte sta diventando per Torino un’industria importante tra il Museo internazionale e l’imprenditorialità della Film Commission, vive anche una crisi profonda degli spettatori che forse a causa della pandemia ancora temono quelle poltrone così ravvicinate e si rifugiano in quel caleidoscopio di offerte che la Tv e i social sfornano quotidianamente. Ma cosa sarebbe questa città se non si affidasse alla capacità di sintesi di uno storico la possibilità di dare nuova forza, anche attraverso il conservatorio di Torino, ad un Polo di arti e di sapere in un luogo storico per troppo tempo dimenticato come la Cavallerizza? E’ in questo ambito, pur così variegato, che la fondazione Quarto Potere, presieduta dal nostro editore Massimo Massano, con il direttore Beppe Fossati e la redazione di Torino Cronaca, assieme alla giuria presieduta dal senatore Aldo Scarabosio e dall’avvocato Edoardo Cagno, ha scelto i personaggi da premiare. Gianmaria Ajani, già magnifico rettore dell’Università di Torino, premiato per l’impegno costante come studioso e ricercatore verso i giovani. Enzo Ghigo, scelto per l’impegno, la fantasia e la capacità imprenditoriale dimostrati come Presidente del Museo del Cinema di Torino. E poi Gianni Oliva, lo storico che oggi è chiamato alla Presidenza del Conservatorio Giuseppe Verdi. Il riconoscimento a Stefania Poddighe e Ginevra Pucci va per aver fondato la fiera di arte antica e moderna “Flash Back, l’arte è tutta contemporanea”. A Emma Avezzù, il procuratore dei minori, viene riconosciuto l’impegno costante come donna e come magistrato verso il disagio dei giovani in contesti spesso oscuri e violenti. E poi c’è Aurelia Provenza, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Ilaria Alpi, che arriva in Sala delle Colonne accompagnata da tanti colleghi e abbraccia l’assessore all’Istruzione, Carlotta Salerno, «che con il sindaco – dice – ci è sempre così vicina». Il premio, per Provenza, è un riconoscimento e al tempo stesso un auspicio, affinché lo Stato torni a investire sui bambini, che sono il nostro futuro. Infine, un riconoscimento speciale al giornalista Giovanni Firera, “una vita per la comunicazione”, a cui va il merito di aver fatto avvicinare le istituzioni ai cittadini. E’ anche questo, del resto, il compito del Quarto Potere. Come spiega bene Lo Russo, tra gli applausi della sala gremita. «Sono stato contento di dare il patrocinio a questa iniziativa – dice il sindaco – perché lo spirito di questo premio e le persone premiate rappresentano davvero una Torino che noi abbiamo l’ambizione di cercare di aiutare e valorizzare. Avete scelto un parterre di premiati autorevolissimi, ma molto eterogeneo dal punto di vista del servizio che ciascuno offre alla comunità. Sembra davvero che sia stata data una rappresentazione di quella che davvero è la città e delle sue migliori energie».

stefano.tamagnone@cronacaqui.it

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