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Economia
IL PATTO “SALVA-CITTÀ”

Il portafogli di Draghi: ecco come spendiamo i suoi 3 miliardi di euro

Siglato ieri in Sala Rossa il Patto per Torino che assicura 1,1 miliardi di euro alla città da qui ai prossimi vent’anni

«Miglioriamo le case popolari di Vallette», «investiamo 123 milioni per gli asili nido», «altri 43 milioni per le scuole innovative», «costruiamo 41 nuovi alloggi a Porta Palazzo». Luoghi, cifre, problemi… La lista puntuale degli interventi che porteranno alla rinascita di Torino arriva per bocca del Presidente del Consiglio Mario Draghi. In una Sala Rossa blindata, il premier ha tirato fuori (metaforicamente, s’intende) il portafogli e ha lanciato un appello ai torinesi, soprattutto ai più giovani. «Torino è stata spesso un laboratorio dove ricercare soluzioni innovative a cambiamenti epocali. Continuate a unire le vostre intelligenze e a dedicare il vostro entusiasmo a questi obiettivi – esorta Draghi dal pulpito del consiglio comunale -. I prossimi anni devono segnare l’inizio di una nuova sperimentazione. Per Torino, e per tutta l’Italia».

IL “PORTAFOGLI”
Il Patto per Torino siglato ieri dal premier prevede, nel dettaglio, 1,120 miliardi di euro da qui ai prossimi vent’anni, di cui 79 milioni già previsti nel 2022. Altri 2 miliardi di euro circa verranno stanziati da Roma per finanziare i progetti del Pnrr in tutto il Piemonte, entro il 2026. «Mai come in questo momento il Governo è vicino alla Città di Torino» commenta il sindaco Stefano Lo Russo rivolgendo lo sguardo al premier. «Tocca a noi dimostrare di essere all’altezza di questa fiducia. Ce la metteremo tutta» conclude. E l’iniezione di liquidità risolve non pochi problemi. «Tra gli anni ‘80 e ‘90 Torino ha vissuto un progressivo processo di deindustrializzazione – ha ricordato il Sottosegretario di Stato Roberto Garofoli -. Anche in conseguenza di queste profonde trasformazioni sono stati fatti ingenti investimenti». Da qui una crisi finanziaria profonda, che perdura da anni e che si traduce in una importante «rigidità di spesa» e in 3.800 euro di debito pro-capite. Oggi il pre-dissesto del Comune appare come un brutto incubo da lasciarsi alle spalle. «Il Governo vuole accompagnare i cambiamenti nati in città» sottolinea Draghi. In questo senso, le infrastrutture giocano un ruolo chiave, come testimoniano i 255 milioni previsti dalla Missione 3 del Pnrr, che si occupa di «ferrovie, sistemi di controllo e upgrading tecnologico». Una fetta importante del tesoretto di Draghi andrà poi a sostenere la cosiddetta Rivoluzione verde (610,8 milioni). «Nel Pnrr interveniamo per riattivare i processi naturali nel Po e lungo tutto il suo corso» spiega il premier, citando i 110 giorni di siccità che hanno colpito la nostra regione. Per la digitalizzazione e i percorsi di turismo innovativo invece sono in arrivo 40,2 milioni. In altre parole, il baricentro della città è tutto spostato in avanti, ma senza dimenticare le politiche sociali, per cui il Governo stanzia ben 202,9 milioni. «Vogliamo rendere i quartieri di Torino inclusivi, moderni e sostenibili» sottolinea il presidente del consiglio E ancora: uno stanziamento di 43,7 milioni (Progetto Pinqua) sarà utilizzato per realizzare interventi di riqualificazione edilizia e ambientale nel quartiere Vallette, per le case popolari di Borgo San Paolo (14, 9 milioni) e nell’area di Porta Palazzo (13,7 milioni). Al Piemonte sono poi stati assegnati circa 268 milioni per la scuola, «524,7 milioni di euro per potenziare il sistema sanitario regionale» e altri 30 per interventi in Città Metropolitana, si legge nel documento preparato da Palazzo Chigi.

IL CAFFE’ CON DRAGHI
Prima della firma del Patto, il premier Draghi è stato accolto nell’ufficio del sindaco Lo Russo, insieme alla vicesindaca Michela Favaro e al Sottosegretario Garofoli, dove ha potuto godersi un decaffeinato tra i numerosi impegni della giornata. Ad attenderli in Sala Rossa c’era tra gli altri anche il presidente della Regione Alberto Cirio, che ha poi “agganciato” Draghi in un secondo momento e gli ha consegnato un memorandum sul delicato tema dell’automotive. «L’ho informato dell’esito dell’incontro con Stellantis e abbiamo parlato di Intel» spiega Cirio, fuori dalla Nuvola Lavazza. Sulla terrazza dell’azienda Draghi ha poi potuto osservare i cambiamenti del quartiere intorno allo stabile. In serata il premier ha lasciato Torino, ma non prima di essere passato al Sermig Arsenale della Pace a salutare l’amico Ernesto Olivero.

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