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LA CITTÀ DI UNA VOLTA

Il passante ferroviario di Torino e le stazioni ormai dimenticate

L’interramento dei binari ha cambiato alcuni angoli della città

Con l’interramento dei binari del treno in larga parte della città – obiettivo del passante ferroviario di Torino – alcuni angoli della città sono mutati; e non poco. Si pensi all’incrocio tra corso Castelfidardo e corso Vittorio Emanuele; oggi, è un luogo centrale e trafficato, ma senza particolari complicazioni. Fino a non molti anni fa, invece, era un incrocio ostacolato dai binari del treno. Le foto d’epoca ci restituiscono un’immagine a molti, oggi, sconosciuta: alcuni convogli passavano letteralmente a fianco alle automobili.

Nello stesso luogo, correvano anche i binari di un’antica ferrovia militare, che cessò la propria attività in epoca fascista. Percorreva corso Castelfidardo, corso Bolzano (un tempo chiamato corso Grugliasco) e corso Matteotti (antico corso Oporto). I binari attraversavano corso Vittorio Emanuele II ed avevano una diramazione verso via Magenta, dove servivano un’officina (cosa non insolita nella Torino dell’Ottocento).

Gli stravolgimenti portati dal passante ferroviario hanno anche cancellato alcuni luoghi altamente significativi: la vecchia stazione di Porta Susa, ad esempio, ha subito un lento declino, ed è oggi impossibile rivivere le emozioni di chi sostava sulla banchina esterna, in quanto i treni passano tutti sui binari sotterranei del nuovo scalo torinese. Peggio è andato alla stazione Torino Dora, una delle più antiche della città: essendo al di fuori della cinta daziaria e servendo essenzialmente gli opifici della borgata Tesso e di Barriera di Milano, la stazione Dora fu considerata a lungo uno scalo minore. Costruita nel 1853, la storica Torino Dora fu demolita il 18 marzo 2011, sostituita da una nuova fermata capolinea della Torino-Ceres, che tuttavia non è collegata con il passante ferroviario. La stazione ottocentesca dominava piazza Baldissera, anch’essa completamente trasformata dalla recente riqualificazione, che l’ha ridotta ad una mostruosa rotonda, incubo ormai da tanti anni degli automobilisti di passaggio.

Nel 2011 vi furono alcune proteste per impedire l’abbattimento della stazione Torino Dora, considerata dai residenti e dai manifestanti un luogo storico e degno di essere tutelato, ma alla fine l’edificio scomparve. Fu l’unico caso di protesta per il mantenimento di un pezzo di storia ferroviaria di Torino: negli altri casi, la scomparsa del trincerone ferroviario fu salutata positivamente dai torinesi, che finalmente hanno ottenuto il libero accesso a luoghi altrimenti raggiungibili soltanto con un lungo periplo, con evidenti scomodità.

Sono spariti anche i sottopassaggi che permettevano di transitare – a piedi o in auto – da una parte all’altra del muraglione ferroviario. Sono angoli di Torino che non torneranno più, a testimonianza di una città che faticosamente sta cercando di rinnovarsi anche da un punto di vista urbanistico.

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