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Cultura
CIRCOSCRIZIONE 3

Il paese dentro la città: tra villette e cascine, un arco tra due comuni

Viaggio nella Borgata Lesna. Il quartiere deve il suo nome alla villa costruita nel XVII secolo dalla famiglia dei conti di Lessolo

Un piccolo paese nato dentro la città tra villette, cascine e palazzine liberty. Si potrebbe riassumere, così, la storia del quartiere Borgata Lesna. Dal punto di vista della viabilità il borgo è legato alla linea 15 del Gtt e per arrivarci la porta d’accesso è una: via Monginevro. La recente battaglia, vinta, per mantenere il capolinea in via Brissogne viaggia proprio in una sola direzione. Quella di non snaturare il quartiere, rafforzandolo invece che prosciugandolo della sua identità. Un paesello, ancorato alle sue tradizioni e con una voglia matta di rilanciarsi. Un luogo ricco di storia che nasconde un certo fascino. Quello di una sorta di paesino incastonato nel tessuto urbano che con il passare degli anni lo ha progressivamente inglobato.

L’IDENTITA’
Strada della Pronda, via Santa Maria Mazzarello, via De Sanctis e via Tirreno, delimitano quest’area che nel Medioevo era costituita esclusivamente da vaste aree agricole. La zona era conosciuta come Località Rombelli, ma per tutti oggi è semplicemente Borgata Lesna. Tutto, inoltre, è iniziato da una remota cascina. Come spesso è acceduto per i quartieri periferici di Torino, il nome della borgata moderna è derivato da quello di una antica cascina. Anzi: ad una cascina con ambizioni di grandezza. Il quartiere deve il suo nome alla villa-cascina Lesna, costruita nel XVII secolo dalla famiglia dei conti di Lessolo. Per identificarla, si deve entrare nel cortile della parrocchia Madonna della Guardia: l’edificio in fondo, abbandonato, è quanto resta del vecchio cascinale barocco. In borgata Lesna esistono ancora graziose villette in stile déco, realizzate negli anni ’20 quando il piano urbanistico del Comune di Torino prevedeva la realizzazione, al posto della borgata attuale, di una Città-Giardino, come a Mirafiori Sud.

L’ARCO TRA I DUE COMUNI
Una curiosità su Borgata Lesna: il portale d’accesso alla vecchia cascina Quaglia è posto proprio sul confine tra il comune di Grugliasco e quello di Torino. E nessuno dei due comuni rivendica la proprietà. Questo perché al monumento, in evidente stato di abbandono, serve al più presto un costoso restauro in grado di restituirgli l’antico splendore di un tempo. Una battaglia portata avanti anche da Gioventura Pimontèisa, Ma oggi, a parte le transenne collocate tutto intorno, è stato fatto poco o nulla. Di ben altro valore è il murales dedicato ad Alessandro Cruto, eclettico scienziato ed inventore vissuto nella provincia torinese a cavallo tra Ottocento e Novecento. Cruto morì nel 1908, dimenticato da tutti, mentre l’azienda venne rilevata dalla Philips nel 1927. Anni dopo gli sono state dedicate una via di Barriera di Milano e un murales in Borgata Lesna. Ad Alpignano, invece, è stato aperto l’Ecomuseo Sogno di Luce, dedicato proprio ad Alessandro Cruto.

LA SARDEGNA A TORINO
Uno dei luoghi più interessanti di Borgata Lesna è la trattoria Ichnusa, un pezzo di storia sarda a Torino che ha trovato casa in via La Thuile. E poi, chiaramente, c’è Villa Lesna, che sorta tra il Sei e Settecento al confine tra Torino e Grugliasco, ha dato il nome a tutta la borgata circostante. Del complesso, appartenuto inizialmente ai conti di Lessolo, rimane oggi solo la villa, mentre i fabbricato rurali sono stati demoliti negli anni cinquanta del XX secolo. Negli anni Trenta fecero la loro comparsa le prime attività commerciali: trattorie, fornai, spacci, tabaccai, ma anche officine e qualche piccola fabbrica. I campi e gli orti sono spariti, coperti dal cemento e da palazzi sempre più alti e popolati.

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