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Buonanotte

Il noir nell’etichetta

Mi manda in bestia che la Ue, su input irlandese, stia pensando di far mettere su ogni bottiglia di vino l’etichetta terrorizzante uso-tabacco: “attenzione, nuoce gravemente alla salute”. I produttori italiani di vino si sono già mobilitati (“è una follia, siamo disposti alla guerriglia”), ma soprattutto si stanno muovendo anche i vignerons francesi, che a Bruxelles sono molto più ascoltati di noi.

Che senso ha quel “nuoce gravemente alla salute!”? Nessuno, è semplicemente una menzogna. Oppure, se è una verità, vale per tutti i cibi. L’uomo si avvelena gradualmente con quel che mangia e beve, pian piano, dalla nascita in poi, in modo più o meno grave secondo le quantità ingurgitate. E non vi parlo degli additivi, dei coloranti, dei conservanti, degli antiparassitari, né della carne, dei formaggi o dei grassi.

Vi faccio l’esempio dell’antichissima, meravigliosa, buonissima frutta, sparsa da Dio su tutta la terra e alimento vitale fin da quando nella preistoria l’homo erectus vagava in tribù nomadi di cacciatori-raccoglitori. La frutta generosa e dissetante, la frutta dolce e nutriente, la frutta terapeutica e piena di vitamine, fibre e sali minerali, può essere un’assassina. Io ne sono una prova. Sono reduce da una settimana di ricovero in clinica, dove mi hanno diagnosticato il diabete per iperglicemia da fruttosio.

Io non mangio dolci e prendo il caffè con la saccarina, ma di frutta mi sono sempre spanciato. Colazione con quattro arance e due banane, a pranzo un chilo d’uva, a cena quattro pesche… Risultato? Diabete. Che è mortale, se non controllato. Dunque la frutta ha “nuociuto gravemente” alla mia salute, più del fumo e del vino. Vogliamo mettere l’etichetta terroristica anche sulle pere?

collino@cronacaqui.it

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