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Politica
IL FATTO

Il “no” di Chiamparino ad Appendino: «Nessuna alleanza con i Cinque Stelle»

Sulla creazione di un asse giallorosso anche la coalizione è netta: «Convergenze solo al secondo turno»
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Ha annusato l’aria, capito da che parte tirava il vento e, con pochissime parole, ha dettato la linea ai suoi. La sa lunga, l’ex governatore del Piemonte Sergio Chiamparino che, rispetto a una possibile alleanza del Pd con i Cinque Stelle alle prossime comunali, ha detto semplicemente “no”. Almeno al primo turno.

Fuori dal Tribunale di Torino, dove è salito al banco dei testimoni per il processo FinPiemonte, Chiamparino si mostra sereno, con la barba lunga coperta appena dalla mascherina. «Sapete, in zona rossa anche i barbieri sono chiusi» scherza. E tra un sorriso e un caffè, mette la parola fine ai ripetuti inviti della sindaca Chiara Appendino per creare un asse giallorosso anche in città. Proprio lui, che era stato tra i protagonisti di quell’era di concordia istituzionale ribattezzata “Chiappendino”, dall’unione dei nomi dei due.

Evidentemente i tempi sono cambiati. Così come gli interessi. Sono mesi ormai che l’ex presidente della Regione ha abbandonato l’idea di un’alleanza con i pentastellati, avallando a più riprese la candidatura del capogruppo del Pd Stefano Lo Russo. Facendo due conti, le ragioni di Chiamparino sono evidenti: andare alle urne insieme al Movimento Cinque Stelle vorrebbe dire perdere pezzi della coalizione. Perdere voti.

A dare i primi segnali di malcontento per il protrarsi di una discussione sull’asse sono stati i Moderati dell’onorevole Giacomo Portas. Tant’è che pare abbiano già pronto un manifesto elettorale per correre da soli. O peggio, con Paolo Damilano, candidato per il centrodestra. Ipotesi improbabile, ma che evidenzia come la scelta di allearsi con i Cinque Stelle avrebbe non poche ripercussioni sulla coalizione. È di ieri infatti la notizia che anche Italia Viva ha sottoscritto l’appello “Il coraggio e l’orgoglio riformista che servono a Torino”, da cui potrebbe nascere un nuovo polo di aggregazione civica. Anche Azione si è dimostrata più che interessata.

«Non è possibile andare con i Cinque Stelle al primo turno» è categorico anche l’onorevole Mauro Laus (Pd). Al contrario, se dovesse passare la linea dell’asse, sarebbero Sinistra Italiana e Articolo Uno a prendere la porta e (forse) a correre da soli. Il nodo è stato affrontato durante una lunga riunione di coalizione che si è tenute ieri sera e da cui non è ancora emerso il nome del candidato, in attesa di conoscere il pensiero del nuovo segretario del Pd Enrico Letta.

«Non credo che nessuno dall’alto possa imporre un’alleanza» commenta ancora Chiamparino e aggiunge: «Mi stupirei. Non credo appartenga al lessico di Letta la parola “imporre”». Se da Roma non arriveranno diktat, a Torino le condizioni per correre insieme ai nemici giurati pare proprio che non ci siano. La porta però resta aperta, per il ballottaggio. Intanto Salvini, a Porta a Porta, benedice Damilano: «È lui il sindaco giusto per Torino».

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