Juve, tifosi in festa: è iniziato il Ronaldo Day
Il Borghese

Il Natale di Cristiano

Il bel negozio di via Po che vende borse e valigie di pregio ieri di buon mattino ha messo in vetrina una grande immagine di Ronaldo. Malizia o passione vera? E un pizzaiolo a poche vie di distanza ha scritto con un pennarello: “Qui la pizza del Fenomeno”. Tralascio i ragazzini (e non) con la maglietta bianconera con tanto di numero 7, e il kebabbaro con il panino “di CR7” ma solo perché fanno da contorno alla Ronaldomania che sta contagiando Torino. Mi correggo, che ha già contagiato Torino. Segno che questa città un po’ piegata su se stessa nasconde una reattività sorprendente. E, soprattutto, aveva un bisogno disperato di aggrapparsi a un sogno. Badate bene, non solo calcistico. L’arrivo di Ronaldo è una sorta di natività laica, per tutti. E in particolare per chi crede nel marketing fai da te che può valere una pizza in più, una maglietta in saldo o, come dicevo, una valigia come quella che il campione stringe sotto il braccio. Via Po o Mirafiori non fanno differenza, sotto l’albero c’è un regalo per tutti. Si sogna già il campionato, si favoleggia sulla Champions. E, mi dicono, ci sono già i primi ordinativi di maxi schermi per i bar. Partita in diretta, affare perfetto. E l’indotto del campione che guadagna un mare di soldi, ma fa anche guadagnare. Piccole cose, direte voi. E allora pensiamo al turismo, allo stadio da visitare perché c’è lui, come si fa per l’Egizio, la Mole, la Sindone prima di scappare verso la Langa a caccia di tartufi. Immagino già le foto dietro i banconi con il campione appese nei bar e nei ristoranti.
Forse davvero le nostre olimpiadi le abbiamo già ottenute.

fossati@cronacaqui.it

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