Boyle
Libri
IL PERSONAGGIO

Il mondo nuovo sotto vetro per la salvezza dell’umanità è solo come un reality show

J.C. Boyle tra realismo magico e Burroughs

T.Coraghessan Boyle ha questo aspetto sospeso tra un ex idolo rock e il Dottor House, e una scrittura che punta a rivelare l’animo umano soprattutto quando si è in situazioni estreme, oppure di costrizione-limitazione, sia essa fisica, sociale, mentale. Come in questo romanzo, dove uomini e donne esplorano un nuovo mondo, alienandosi da quello vecchio, ma senza muoversi che di qualche centinaio di metri, per arrivare a conoscere un limite che di fatto è stato portato all’interno da loro stessi, un serpente nell’Eden che non è entrato strisciando, ma già c’era.

“I Terranauti” (La nave di Teseo, 23 euro, traduzione di Claudia Durastanti) prende spunto da una storia vera, quello del fallimento di una clamorosa utopia nel deserto del New Mexico agli inizi degli anni ‘90: il progetto Biosphere 2, finanziato da un magnate del petrolio e nutrito da visionari scienziati ambientalisti, l’avvenuta di otto persone in una base scientifica all’interno di cui erano stati ricostruiti diversi biomi – oceano, foresta, deserto, habitat umano – con lo scopo di far riprodurre la natura terrestre, un isolamento di due anni sperimentando quella che potrebbe essere non solo la colonizzazione ma una terraformazione sociale di altri pianeti.

Boyle parte dalla seconda missione di quel clamoroso fallimento: dopo mesi e mesi di addestramento, introduce gli otto personaggi – quattro donne e quattro uomini – scelti da Jeremiah “GC” Reed, dove “GC” sta per “God the Creator”, non solo scienziato ma un manipolatore, all’interno di Ecosphere 2, ossia una Terra 2. Abbigliati con tutine alla Star Trek e abbagliati dall’interesse della stampa mondiale, gli otto sono gli esploratori di qualcosa che potrebbe oggi finanziare un Elon Musk meno attratto dai razzi per miliardari e più dalla salvezza dell’ambiente, spinti dalla scienza e dall’agricoltura biologica e dalle parole dello scrittore William Burroughs, più che una utopia un clamoroso reality sotto una sfera di vetro e foreste pluviali. La storia è un “diario del capitano” moltiplicato per tre: tre voci narranti distinte, altrettanti sguardi alieni e alienati. C’è Dawn, scienziata, la prima a narrare, ambiziosa e determinata quanto spaventata dal fallimento; c’è Ramsay, specialista in comunicazioni, infoiato come qualcuno dei primati infilati in uno dei biomi, fermamente deciso a far sì che quel pezzo di umanità si riproduca come la Bibbia pretende tanto da giustificare l’incesto; infine c’è Linda, scartata perché – a suo dire – «non abbastanza bionda», anzi decisamente «troppo etnica», avvelenata nei confronti di Dawn della quale conosce un segreto, infine spia del “sistema”.

Un po’ Crichton un po’ Ballard, Boyle porta un realismo magico imbevuto di tecnologia, porta una narrazione quasi didascalica a sottolineare le bassezze degli intrepidi esploratori, di fatto se non condannandoci almeno spiegandoci piuttosto bene perché stiamo affrettando la nostra estinzione.

I TERRANAUTI
Autore: TC Boyle
Editore: La nave di Teseo
Genere: Romanzo
Prezzo: 23 euro

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