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Cronaca
IL CASO

Il mistero di Caronia: «Viviana e suo figlio morti in un pozzo»

La relazione del team di esperti depositata in Procura: «Nessun suicidio, i loro cadaveri spostati dopo la morte»

Viviana Parisi e suo figlio Gioele sono morti in un pozzo e solo in un secondo momento i loro corpi sono stati spostati nel bosco di Caronia, dove sono stati poi ritrovati. È questa la clamorosa conclusione cui è giunto il team di consulenti nominati dalla famiglia della Dj torinese. La relazione, firmata da Carmelo Lavorino, Antonio Della Valle e Enrico Delli Compagni, è stata depositata presso la procura di Patti dagli avvocati della famiglia. Secondo quanto è stato ricostruito dal team, Gioele non sarebbe stato ucciso da Viviana e la donna non si sarebbe suicidata o non sarebbe comunque caduta dal traliccio ai cui piedi è stata ritrovata. «In realtà – spiegano gli esperti – si tratta di abile messinscena organizzata da qualcuno che ha spostato i cadaveri proprio per inscenare il suicidio o la disgrazia ed allontanare da sé ogni responsabilità». Un’ipotesi che era già stata avanzata nelle scorse settimane ma che ora è stata arricchita da una vera e propria ricostruzione di quello che sarebbe accaduto, sulla base degli esami condotti sui resti delle vittime e dei sopralluoghi nel bosco. «Viviana e il piccolo sono precipitati (caduti o lanciati, ancora non si sa) nel bosco di Caronia all’interno di un invaso con circa 50 centimetri d’acqua sul fondo: un pozzo, una cisterna e un contenitore profondo dai 3 ai 5 metri. I due sono precipitati contemporaneamente: Viviana si è fratturata diverse parti del corpo, specialmente la zona sinistra, le sono esplose due vertebre col tranciamento del midollo spinale, ha perso coscienza e sensibilità, è morta per asfissia. Gioele ha impattato col cranio ed è morto per asfissia». Conclusioni profondamente differenti da quelle della procura, che fino a oggi ha ipotizzato che la morte della donna fosse dovuta a una caduta dal traliccio mentre la causa di quella del bambino non sarebbe individuabile in quanto i pochi resti ritrovati non renderebbero possibile ricostruire quanto avvenuto. Lavorino e il suo team si sono poi spinti ancora oltre: «I due corpi, in tempi diversi, sono stati estratti dal fondo del pozzo con le mani e con appositi strumenti da parte di qualche “soggetto ignoto”: Viviana tirata fuori la tarda sera del 3 agosto o la mattina del 4 agosto e durante il trasporto le sono stati strappati i capelli; Gioele tirato fuori successivamente e depositato nel tragitto fra la piazzola e il traliccio, senza escludere che sia stato conservato in un contenitore di plastica e posizionato successivamente sul luogo del rinvenimento, dove il corpicino è stato oggetto di scempio da parte della fauna selvatica». Su questa nuova ricostruzione si è già espresso il procuratore Angelo Cavallo. «Prendo atto che gli ultimi consulenti nominati dai legali hanno sconfessato platealmente quella che era la tesi finora propugnata e cioè che il bambino fosse stato aggredito ad opera di cani e la signora Parisi eliminata come testimone scomoda. Dopo 8 mesi ci troviamo, quindi, di fronte ad una tesi completamente diversa. Leggeremo la relazione e valuteremo con attenzione il da farsi, rispetto a questa nuova e sorprendente teoria».

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